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Gli Anonimi – La Scommessa per la Redenzione dell’Uomo

19 aprile 2011 2 commenti

Lo scrittore John Ralston Saul disse una volta: “Quando il linguaggio inizia a impedire la comunicazione … significa che la civiltà è entrata nel periodo di grave degenerazione.” In ogni società dove chi è al potere nasconde la realtà attraverso la confusione e la manipolazione del linguaggio, è impedita la comunicazione vitale tra i cittadini. L’uccisione di civili è ora giustificata con l’eufemismo di danni collaterali. La tortura e le guerre illegali sono giustificate con la retorica del terrorismo. La sorveglianza digitale e la distruzione delle libertà civili sono giustificate e poste sotto il velo della bandiera della sicurezza nazionale quando il pericolo esterno reale in verità è minimo. Questi atti “normalizzano” la violenza decadente a livello sistemico in maniera da occultare alla maggioranza lo sviluppo fortemente distruttivo della civiltà moderna.

Il mostro della decadenza della civiltà occidentale è ora avviato verso la fase di autodistruzione. Per molti di coloro che se ne rendono conto e che hanno a cuore la libera comunicazione e il governo aperto, sembra che ci sia poco da fare per evitare quest’apparente fine inevitabile. Inoltre, qualcosa di nuovo sta sorgendo all’orizzonte. Un anno fa, WikiLeaks è apparsa nella desolazione del panorama dei media dominanti con l’uscita del video sulle uccisioni dei civili (Collateral Murder). Questo è stato il colpo giornalistico udito in tutto il Mondo, che ha sfidato i poteri e il loro sistema segreto del controllo della percezione e del linguaggio. Subito dopo la salita sul palcoscenico mondiale della WikiLeaks, è emerso anche un gruppo di rete collettivo, chiamato gli Anonimi. Si sono gettati nella mischia come una forza di guerriglia senza leader, in lotta per il Primo Emendamento, ma a livello mondiale. Gli Anonimi fecero qualcosa senza precedente nella sfera di azione diretta contro il potere costituito. Hanno attaccato Paypal, MasterCard e Visa quando queste società hanno tagliato le vie dei flussi di finanziamento per WikiLeaks. Anche se l’azione è stata in gran parte semplicemente una dichiarazione di protesta, di nuovo era la natura stessa dell’Anonimo.

Nel mese di febbraio, il radar virtuale degli Anonimi ha individuato un nuovo bersaglio. Questa loro azione catturò tutta la mia attenzione. Una piccola società di sicurezza, chiamata H.B. Gary Federal, ha sviluppato gli strumenti per contrastare il gruppo stesso e per screditare coloro che anonimamente sostenessero WikiLeaks. Per conto di primari studi legali e società come la Bank of America, avevano messo a punto un piano per attaccare direttamente gli Anonimi. In modo goffo e sciocco, il direttore di questa piccola azienda ha espresso pubblicamente la sua intenzione di abbattere WikiLeaks e gli Anonimi, in sostanza, per decapitare quello che ha definito il loro “leader”. Aaron Barr, CEO di questa società di sicurezza informatica, ha esposto i piani per rivelare l’identità dei “membri” Anonimi, apparentemente con l’intento di vendere quest’idea e relativi prodotti e servizi per la più grande banca in America e probabilmente anche al governo degli Stati Uniti. Questi metodi che egli ha tracciato, comprendevano quello di danneggiare la reputazione dei giornalisti, come Glenn Greenwald, che sono stati solidali con WikiLeaks e con gli Anonimi, attraverso la diffamazione e attacchi impropri sui siti legali della rete.

Immagine tratta da: livingwithanerd.com

Le intenzioni di Barr naufragarono miseramente quando gli Anonimi si sono mossi per spingere in un angolo la loro preda. Quanto più Barr abbia cercato d’individuare una struttura di potere nel gruppo degli Anonimi tanto più il successo gli scivolava via come la sabbia tra le dita. Poi il gruppo ha spostato il campo di battaglia virtuale all’interno della stessa società. Hanno risposto ai piani di Barr con hacking e deturpamento del sito HB Gary, cancellando i dati ed esponendo migliaia di documenti interni ed e-mail al mondo. A rendere peggiore le cose per HB Gary, l’hacking principale del loro sito l’ha presumibilmente eseguito una ragazza di 16 anni.

A questo punto la storia HB Gary ha assunto per me una dimensione personale, quando ho scoperto il mio nome sulla lista di contatti potenzialmente importanti all’interno del gruppo degli Anonimi. Certo, sapevo quanto assurdo fosse questo inserimento, già che non sono mai stata scientemente in contatto personale con i suoi membri, né avevo partecipato ad alcuna delle loro azioni. Fino a quando ho visto il mio nome su quella lista, non avevo mai pensato a me stessa come membro del gruppo degli Anonimi. Certo, sono d’accordo con entrambi, WikiLeaks e gli Anonimi, ho scritto molto su di loro, quindi per alcuni potrebbe sembrare che io appartenessi al gruppo. Anche se questo non è veramente il caso, mi sono chiesta se fosse possibile far parte di qualcosa di simile e non saperlo. In ogni caso, trovare il mio nome sulla lista di Aaron Barr è stata certamente una sorpresa.

Quest’episodio mi ha svelato qualcosa che prima avevo provato solo a livello di percezione. In quella lista ho visto dei nomi familiari delle persone che ho ritenuto miei amici di idee affini, provenienti da tutto il mondo. Queste sono persone che avevo imparato a conoscere attraverso i miei scritti e la creazione di reti sociali, nel corso degli ultimi mesi. Condivido molti ideali e valori con questa comunità di persone che non avevo mai realmente incontrato. La domanda sorse spontanea: faccio in qualche modo parte degli Anonimi?

Come spesso occorre in questi casi, la questione fu presto sepolta dalla mia frenetica vita quotidiana. Poi, una mattina, la sensazione di connessione che avevo percepito con queste persone è riemersa. Messaggi di solidarietà da tutto il mondo hanno inondato la mia casella di posta elettronica e il mio conto di Facebook a seguito del disastroso terremoto e lo tsunami nel mio paese. Mi sono resa conto che ero parte di una rete veramente globale di persone che si prendono cura degli altri a prescindere dai confini nazionali o culturali.

Alla luce di tutto questo, ho iniziato ad approfondire la questione sul chi o che cosa sia l’Anonimo. Ho esaminato l’argomento non tanto in relazione alle persone o anche a una organizzazione, ma di più per certe caratteristiche di fondo interne e le intenzioni dei soggetti coinvolti. Come può succedermi di sentire un forte legame con la gente che non avevo mai incontrato? Chi dentro di me sentiva questa affinità istintiva, come se ci conoscessimo l’un l’altro da prima?

Ho notato che questa sottile sensazione è spesso repressa, ignorata e trascurata nella vita quotidiana. Mi ricordo di quando ero molto piccola e mi sentivo legata a ogni essere umano. Crescendo, l’occupazione dei genitori, la posizione e le differenze socio-economiche hanno cominciato a separarmi dai miei amici. Questo tipo di socializzazione di solito inizia in età precoce, quando i genitori scoraggiano i bambini piccoli di giocare insieme. Attraverso pregiudizi inespressi di razza e di classe sociale degli adulti, i bambini lasciano spesso il loro terreno comune di umanità per un rapporto basato su dinamiche di potere e di norme culturali. Autentiche relazioni umane possono essere facilmente trasformate in artificiali, per lo più di gerarchia patriarcale di razza, classe e genere.

Credo che questa gerarchia sia stabilita da una rete di clientelismo che è spesso guidata da motivi economici. Tale rete dipende da dinamiche di potere che di per sé spingono contro le altruistiche virtù umane, quali l’amore, la creatività e la compassione. La società moderna e le istituzioni politiche hanno recepito i principi e l’eredità della civiltà occidentale. Questo patronato porta sia la promessa che l’ombra dell’influenza Europea nella storia, con il suo retaggio della colonizzazione che ha devastato le culture di gente di colore e indigene, nel nome del “progresso”. Questi crimini collettivi non sono stati pienamente compresi, così l’oppressione è stata traslata nella nostra condizione presente e nelle istituzioni. Negli ultimi cinquant’anni gli Stati Uniti hanno agito come il difensore di questo tipo d’istituzioni. In collaborazione con la forza del complesso militare-industriale i monopoli aziendali e finanziari hanno concorso a creare e difendere le istituzioni che sistematicamente perpetuano atti di razzismo e lo sfruttamento collettivo.

Istituzionalizzazione tende a disumanizzare e limitare le motivazioni umane per ridurre gli interessi individuali. L’umanità è stata divisa per ideologia, nazionalità e classe per competere per le risorse. Per sopravvivere, la gente ha compromesso e negato le proprie esperienze interiori di umanità condivisa. Questo ha creato uno scisma, un surrogato di un personaggio immaginario, e la domanda interiore di chi siamo veramente. Quelle connessioni globali, che di recente ho percepito tramite l’Internet, hanno risvegliato in me quello che è stato a lungo represso. Mi sono resa conto della parte di me che era stata allontanata da quest’umanità condivisa.

Sembra che hai vissuto due vite. In una vita, sei Thomas A. Anderson, programmatore per una società di software di tutto rispetto. Hai di un numero di sicurezza sociale; paghi le tasse … L’altra vita è vissuta nei computer, dove sei conosciuto come hacker con l’alias di “Neo” e dove ti sei reso colpevole di quasi tutti i reati informatici per i quali esiste una legge. Una di queste vite ha un futuro, e l’altra no. Agente Smith a Neo, The Matrix (Wachowski & Wachowski, 1999)

Probabilmente non sono l’unica che s’identifica con il conflitto interno di Neo. Proprio come accompagnò Trinity fuori da Matrix quando lei risvegliò i suoi sentimenti per la verità, molte persone stanno cominciando a notare la soave sensazione di un richiamo dimenticato eppure tanto familiare. Di fronte alla costante sorveglianza da parte del potere, le persone scoprono strumenti come TOR e le identità alternative all’interno di questo medio decentralizzato del mondo digitale in rapida evoluzione. Milioni di persone entrano nella tana del coniglio d’Internet come una forza quieta da tenere in considerazione. Si tratta di un sotterraneo, dove i confini degli stati-nazione svaniscono, dove ciò che è stato oppresso dall’ordine dominante corporativo vive ancora come potenziale.

Nessuno in carne e ossa può abitare nello spazio cibernetico e i soliti cinque sensi non governano più le percezioni. Attivisti possono diventare invisibili per la censura da parte delle forze di un ordine mondiale governate dal Grande Fratello. “Esistiamo senza il colore della pelle, senza una nazionalità, senza i pregiudizi religiosi …” (Loyd Blankenship, aka The Mentor, 8 gennaio 1986). Con alias avatar digitalizzati, i dati personali e lo stato sociale scompaiono. L’ambiente familiare decade e si diventa liberi dagli sguardi indaganti. Si comincia a “vedere”, “sentire” e “percepire” il prossimo in un modo diverso.

C’è un lato oscuro dell’Internet e ci si può perdere in una terra di nessuno digitale o diventare dipendenti da stimolazione elettronica. Eppure, per alcuni rappresenta un riparo temporaneo dalla dura realtà di un ordine disumanizzante del mondo aziendale. Questo succede con l’apertura del nuovo mezzo in uno spazio creativo, per l’espressione diretta dei loro ideali. Anche se si deve stare attenti di non lasciare che l’interazione digitale sostituisca la comunicazione diretta cuore a cuore, questo è diventato uno spazio dove si può riconoscere l’altro attraverso gli ideali e la volontà comune.

Abbiamo vissuto a lungo una doppia vita. La crescente distanza tra le due vite sta diventando rapidamente incolmabile e per la recrudescenza di conflitti sociali diventa lo specchio esterno dei conflitti interiori. La collusione dei banchieri di Wall Street con i governi che torturando e sospendono i diritti civili è una manifestazione di questa corsa alla distruzione. Lo scontro tra le forze che stanno trascinando il mondo in direzioni opposte è inevitabile. La forza di compensazione si rivolta contro questa distruzione e si esprime nei fenomeni esterni come WikiLeaks e gli Anonimi.

L’impatto di WikiLeaks sulla corrente principale con il video sulle uccisioni dei civili (Collateral Murder) era sulla lama di un cuneo che spaccò la gabbia toracica di corporativismo istituzionalizzato. La gente comune con i propri principi morali, che lavora all’interno dei sistemi di potere, ha coraggiosamente fatto un passo avanti. WikiLeaks è una rivolta nel senso migliore della parola. Impegnata come anonimi delatori (whistle-blowers), la gente comune si sforza di provocare il massimo impatto politico delle loro voci e per i loro principi di giustizia. Dal profondo del sotterraneo cibernetico, WikiLeaks brilla con la coscienza della gente comune, permettendo alla luce di permeare il buio della corruzione e dell’abuso di potere. Le loro azioni coraggiose sono come un terremoto che sta scuotendo la costruzione degli auto-soddisfatti furbi del corporativismo e la spietatezza degli interessi commerciali sopra i valori umani.

La rivelazione delle comunicazioni diplomatiche degli Stati Uniti ha innescato le insurrezioni in Nord Africa e del Medio Oriente. In Tunisia e in Egitto e ora in tutto il mondo, la gente comune si è riappropriata del potere. Gli oppressi, messi a tacere, stanno cominciando a cavalcare le onde della rivoluzione mondiale.

Immagine tratta da: douglaslain.net

Siamo Tunisini, “Siamo tutti Khaled Said”, Siamo Libici, Siamo Julian Assange.

“Le persone non dovrebbero aver paura dei loro governi. I governi dovrebbero avere paura dei loro popoli” (McTeique, Wachowski e Wachowski, 2006). Il meme (*) di un Anonimo sul significato della V come Vendetta nella maschera di Guy Fawkes (**) ha ricevuto una nuova vita, come tsunami che sfonda con coraggio le chiuse aperte.

Quando il governo tunisino bloccò l’accesso ai siti che pubblicavano i testi delle comunicazioni diplomatiche Statunitensi, i pirati informatici anonimi hanno reindirizzato i siti web del governo tunisino su WikiLeaks ed esposto la corruzione del regime di Ben Ali. Nel frattempo, gli Anonimi hanno fatto un sit-in cibernetico di protesta temporaneamente disattivando i siti web originali dello stesso governo tunisino. Una cosa simile è successa in Egitto, con gli Anonimi a sostenere la mobilitazione della rivolta attraverso l’informazione su Twitter e Facebook, contribuendo a creare un libero flusso dell’informazione e lo spazio per la trasformazione delle idee in azioni concrete.

Le persone varcano i confini nazionali e partecipano liberamente alle azioni concordate che così raggiungono rapidamente la massa critica. Emozioni sciolte diventano le onde di catarsi per il cambiamento. “Siamo Anonimi. Siamo Legione. Non perdoniamo. Non dimentichiamo. Arriviamo!” (41Anon14). Quello che fu un rifugio è ormai diventato un terreno di battaglia.

Il fenomeno degli Anonimi richiede un cambiamento di rotta. Si tratta di una rivoluzione d’identità. Chi sono io? Chi sei tu? Chi siamo? Gli Anonimi siamo un potenziale umano, un segreto riservato e nascosto su chi siamo veramente. Gli autori ignoti delle nostre vite sono in attesa di incarnarsi come agenti attivi della storia. “Sotto questa maschera c’è più di solo carne e ossa. Sotto questa maschera c’è un’idea! “(McTeique, Wachowski, e Wachowski, 2006). La luce della coscienza e il coraggio, scoperchiati dalle fonti anonime, hanno riacceso gli ideali che sono rimasti troppo a lungo soppressi.

Immagine tratta da: douglaslain.net

Uniti negli ideali universali, gli Anonimi sono una nuova razza. Il busto in giacca e cravatta senza testa è un simbolo della negazione di un potere illegittimo che riduce la vita a interessi finanziari artificiali e la sottomette alla malefica legge del profitto ad ogni costo. L’azione diretta degli Anonimi è quella di tagliare la testa della facciata aziendale, il cui discorso vuoto riflette solo la retorica, scollegata dalle loro gesta.

L’immagine dell’Anonimo senza testa non significa che gli individui hanno rinunciato alla loro capacità di pensare, ma piuttosto scopre uno spazio libero dove qualcosa che precede il pensiero possa crescere e guidare l’umanità. La decisione Tunisina, Egiziana e del Wisconsin d’inviare le preghiere per le vittime del terremoto in Giappone, gli ideali che sono inseriti all’interno di ogni persona, ora si stanno muovendo oltre i confini e le scambiate identità. Molti stanno cominciando a uscire dalle fila e a parlare a nome di coloro che sono diventati estranei a se stessi.

La civiltà occidentale si sta muovendo verso la decadenza. Nelle ultime fasi dell’impero americano il ticchettio di un orologio ricorda all’Umanità che deve prendere una decisione. Istituzioni disperate, che perdono il controllo, stanno ora tentando d’impossessarsi dello spazio open source dell’Internet. Le reti sociali si stanno trasformando nel più grande strumento di spionaggio della storia e i leader delle nazioni stanno minacciando la società con diverse forme di controllo d’Internet e degli interruttori-killer.

In passato, nei tempi difficili sono state le grandi personalità a guidare la volontà popolare per creare un mondo migliore. Divennero le icone della loro epoca, ispirando molti a cambiare il senso della loro vita. Che Guevara era un simbolo di superamento dell’oppressione, Gandhi della non-violenta azione pacifica. Mentre i protagonisti sono ancora oggi di vitale importanza per il cambiamento sociale, siamo entrati in un’epoca in cui non possiamo più attendere che vengano gli eroi. Ogni persona deve diventare attiva per ispirare se stessa e per creare un movimento.

“Anonimi non sono semplicemente un gruppo di pirati informatici. Anonimi sono l’arte di essere indignati. È l’arte di essere ancora qualcuno e di essere un nulla allo stesso tempo”(gamefreaker1398). Recentemente, anonimi ricercatori, scrittori e artisti si sono riuniti per difendere la trasparenza e la giustizia nel caso di Julian Assange e WikiLeaks. Si lanciò l’Operazione Voglio (Operation Want), una collaborazione online creata per questo scopo.

Potrei essere parte degli Anonimi e potrei non esserlo. Sembra che ogni volta che mi faccio coraggio e pretendo di esserlo non posso esserlo più. Anche la fonte di questo dilemma rimane anonima. La domanda è come un vortice passionale che invita le persone di ogni ceto sociale a esercitare l’arte di scoprire ciò che siamo insieme.

Al culmine della tragedia, la compassione diventa contagiosa; di fronte alla menzogna, la solidarietà è contagiosa; nel creare il futuro, la gioia è contagiosa. Anonimi sono un movimento, un’identità di immaginare ciò che siamo che rivela il meglio di ogni persona. Nella misura in cui ognuno apporta la propria libera volontà d’impegnarsi, possono tutti diventare il simbolo vivente è la guida per il futuro. Nuovi modi d’espressione sociale stanno emergendo attraverso scambi transnazionali non mediati. Le idee vive tessute sul web si stanno muovendo fuori verso il campo sociale.

Il mondo si sta contorcendo negli spasimi della morte o si sta incamminando verso una primavera di rinascita? Come l’odio, l’avidità e le guerre lottano per dividere gli uni contro gli altri, gli ideali nel cuore non moriranno mai. Anonimi sono una nuova sfida, l’ultima sfida per la redenzione dell’uomo. Si tratta di una gara per riscattare i sensi decaduti che hanno perso la connessione con la realtà. Una volta che la passione umana si è risvegliata, non può più essere fermata. Siamo gli Anonimi. Aspettateci.

Note:
John R. Saul, I bastardi di Voltaire: la dittatura della ragione in Occidente. (Voltaire’s bastards: The dictatorship of Reason in the West. New York: Random House. (1992). p. 476.

Nozomi Hayase

Scritto da: Nozomi Hayase

Tradotto in Italiano da: Josip Koprivec

Con l’autorizzazione dell’autore.

Pubblicazione originale: http://aworldbeyondborders.com/2011/04/16/anonymous-race-for-human-redemption/

L’autrice:
Nozomi Hayase è una giornalista che scrive per Culture Unplugged, un blogger cittadino del mondo, e Journaling Between Worlds. Propone approfondimenti di eventi socio-culturali a livello di contatto tra politica e psiche, realtà e finzione, per condividere la conoscenza della possibile futura evoluzione sociale. Può essere raggiunta a nozomimagine@gmail.com ma non parla Italiano. Potete scriverle in Inglese e Giapponese.

 Note del traduttore:

*) I meme sono quelle idee dotate di una forza immaginativa tale che una volta messe in circolo nel mondo dell’informazione, cominciano ad avere vita propria. Un po’ come i geni che usano gli organismi biologici per potersi riprodurre (infatti sia questo modo di intendere i singoli geni che l’idea dei meme sono opera dello stesso scienziato, Richard Dawkins).

**) Tutti gli Anglosassoni conoscono la storia di Guy Fawkes ma la comprensione dell’articolo diventa un po’ meno facile per chi abbia frequentato i collegi Svizzeri e le scuole Italiane. La maschera degli Anonimi è quella che si usa a Londra per il simulacro di Fawkes mentre lo si brucia il 5 novembre a ricordo del fallito attentato contro re Giacomo I d’Inghilterra.

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Assassinio del “personaggio” – Julian Assange

9 marzo 2011 2 commenti

In assenza di argomenti si difama il messaggero....

Le rivelazioni di WikiLeaks hanno scatenato il fuoco di fila dei media in tutto il Mondo e hanno cambiato il volto del giornalismo. Julian Assange, il leader di quest’organizzazione è salito rapidamente alla ribalta, inizialmente per l’attenzione senza precedenti del pubblico alle rivelazioni di WikiLeaks. Poi scandali sessuali e le campagne diffamatorie, accompagnate dalle minacce da parte del Pentagono, l’hanno gettato ulteriormente nell’occhio del ciclone dell’attenzione pubblica. La retorica di alcuni politici di destra ed esperti Statunitensi è cresciuta fino al punto di ventilare richieste per il suo omicidio. In molti sono rimasti incollati al continuo flusso di notizie sull’evoluzione del processo d’estradizione in Svezia, mentre le rivelazioni di WikiLeaks continuavano senza sosta.

Un assassinio è l’uccisione intenzionale di una persona importante per scopi politici. La morte di John F. Kennedy ha sconvolto il mondo con i giornali e le TV che trasmettevano la sua tragica fine. Poco dopo che il dottor Martin (Luther ndt.) King ha pronunciato a New York, nella chiesa di Riverside, un discorso contro la guerra in Vietnam, la sua voce è stata troncata dalla pallottola di un assassino.

Gli obiettivi politici possono essere raggiunti però anche tramite l’assassinio mediatico del personaggio. Quando qualcuno, che pensa e agisca in maniera indipendente, risalta sulla scena pubblica o che il suo lavoro contrasta con quello delle persone al potere, spesso subisce l’assassinio del personaggio. La macchina diffamatoria mediatica si mette in moto sulle colonne dei tabloid dipendenti o organi d’informazione partigiani. Qualunque sia il metodo, lo scopo finale è lo stesso – la morte dei loro personaggi, attivi come agenti di cambiamenti positivi, gettati nell’abisso della dimenticanza collettiva. Qual è la differenza da un assassinio fisico? L’assassinio di un personaggio è l’uccisione di qualcuno nella coscienza collettiva. L’assassinio fisico si fa con una pallottola, mentre la calunnia è un processo graduale di distruzione dell’immagine, che toglie alla persona, la capacità di agire liberamente in pubblico. Questo processo avviene senza la consapevolezza del pubblico, delle macchinazioni e delle vere intenzioni dietro gli eventi, e spesso senza scoprire chi tira veramente il grilletto.

Assange emerse nella percezione del pubblico con un’inventiva e carisma freschi, e con un impegno incrollabile a favore della libertà d’informazione. Tra chi ha sete di cambiamento vero, l’esempio di Assange ha prodotto un senso di grande attesa. NewStatesman (2010) l’ha nominato nella lista delle cinquanta persone che contano nel 2010 e ha vinto il sondaggio tra i lettori di Time Magazine per il Personaggio dell’Anno, mentre occupò il terzo posto nelle preferenze della redazione. Assange però divenne presto una figura controversa. La sua immagine è stata rapidamente oscurata da parole come traditore, terrorista tecnologico e militante nemico. Ex colleghi e partner mediatici si sono uniti alla mischia con pezzi da lancio mediatico ostile, con articoli e libri-verità che lo ritraggono come tiranno, instabile o imprevedibile.

Allora, come si compie un assassinio del personaggio? A differenza dall’omicidio fisico, è raramente compiuto da un singolo individuo. Il lento processo di morte avviene in pubblico. La velocità e l’efficacia del proiettile sono incrementate dalla conformazione del pubblico nell’accettare la manipolazione d’immagine del bersaglio.

Nel libro La Civiltà Inconsapevole (Il Saggiatore 1999, ndr.) John Ralston Saul aveva scritto che “in una società corporativa, molte persone in posizioni di responsabilità … vengono premiate per il controllo del linguaggio”. “La conoscenza è potere” (p. 43, originale in Inglese del 1995). Questo controllo del linguaggio è usato per manipolare la percezione. Coloro che diventano professionisti spesso svolgono il ruolo d’intermediari nell’ambito di un sistema che è manipolato per supportare gli interessi dell’élite. Professore associato di giornalismo e comunicazione di massa David S. Allen ha spiegato come questa legittimazione professionale è stata sostenuta dalla metodologia scientifica. Citando Morton J. Horwitz, Allen (2005) ha descritto come “il tentativo di porre la legge sotto la maschera della scienza è stata ideata per separare la politica dalla legge, la soggettività dall’oggettività e il ragionamento laico dal ragionamento professionale” (p. 71) .

Pregiudizi soggettivi e il vissuto personale non scompaiono magicamente dal campo di osservazione e di analisi, semplicemente sostenendo la propria neutralità. Il credo di obiettività è diventato un potente strumento che serve come copertura dei motivi e l’influenza d’interessi particolari o di una particolare ideologia e legittima il loro potere. L’allineamento inconscio al gruppo e l’identificazione assoluta con esso sostengono quest’autorità percepita.

L’appartenenza al tipo di gruppo chiuso richiede di mantenere una separazione tra loro e i percepiti outsider che apparentemente non appartengono a loro o non condividono i loro valori. Chi è al potere crea personaggi che sembrano minacciare la sicurezza di questo sistema di credenze condiviso o promuovono coloro che lo sostengono, semplicemente manipolando l’immagine di outsider e di rappresentanti all’interno di un gruppo, con un pennello di Photoshop nel santuario della loro stanza editoriale.

Nel suo recente articolo ”Bill Keller e WikiLeaks” (29 gennaio 2011), il redattore x7o di WL aveva esplorato la politica editoriale del New York Times. La sua osservazione di executive editor del Times, Bill Keller, rivela un atteggiamento generale condiviso tra le principali case editoriali verso WikiLeaks e la pratica fondamentale del cosiddetto giornalismo “professionale” come un cortigiano del potere. X7o ha rilevato come il contributo di Keller fosse in stile tabloid, esponendo il carattere di Assange secondo un certo ordine prestabilito:

La lunghezza stessa del brano di Keller è l’assicurazione contro la sua confutazione globale. Pesa poco meno di 8’000 parole. È molto più di un mero compendio di voci su Assange, un vero pezzo di colore concertato e artefatto, esponendo ognuno degli eventi degli ultimi sette mesi nella peggiore luce possibile. Assange è raffigurato come “elusivo, manipolativo ed effimero”, “arrogante, permaloso, ispiratore e stranamente credulone”. Avverso alla classe media è apertamente attratto dalla rivelazione di particolari inutili sul suo aspetto, abbigliamento e l’odore del corpo, i segni che questo è qualcuno che semplicemente non entra negli schemi.

X7o punta il dito su una pratica sistematica all’interno di una fonte editoriale autorevole, quella di offuscare la vera novità delle fughe di notizie con un pezzo che attacca sottilmente l’attendibilità del messaggero. Questa è la prassi per sostenere o almeno certamente non sfidare il potere dell’élite politica Statunitense. L’esito finale di questa pratica è una fusione nella percezione del pubblico interesse con gli interessi ristretti di quelle élite. Il “discorso nazionale” è abilmente manipolato e la linea di divisione di classe si scioglie sotto la bandiera di ‘interessi nazionali’. Molto di ciò che passa per conoscenza reale, diventa semplicemente l’accettazione inconscia individuale del punto di vista dominante.

“La conoscenza è potere.” Come con la seduzione biblica nel Giardino dell’Eden, il serpente dell’Albero della Conoscenza offre la promessa di potere che avrebbe portato a un maggior controllo dell’ambiente e della ricchezza materiale. Le persone sono tentate di mangiare il frutto proibito che nutre il corpo di conoscenze. Queste conoscenze sono spesso utilizzate per ottenere il potere sugli altri, soggiogando la volontà degli altri alla loro autorità.

Conoscenza generata e indottrinata in ogni singolo individuo diventa ora la bussola morale che guida le loro azioni. Con il linguaggio e l’inquadramento degli eventi come mezzo di controllo, l’autorità fa la guardia al cancello della percezione pubblica. In epoca precedente al momento della comunicazione via internet onnipresente, il cancello era strettamente regolato. È stato come la cruna di un ago che pochi potevano attraversare per partecipare alla libera percezione. Pensieri ed emozioni che non sono convalidate dalla conoscenza ortodossa sono rimasti facilmente chiusi fuori.

Analista junghiano, Toni Wolff ha descritto come “tutto l’inconscio è proiettato, cioè, appare come una proprietà o attività di un oggetto” (come citato in Jacobi, 1973, p. 92). Psicologo C. G. Jung ha scritto che si tratta di elementi repressi che s’incontrano fuori, sotto forma di proiezioni e che questa proiezione si svolge inconsciamente (Storr, 1983).

L’invisibilità delle proprie emozioni inconsce e il meccanismo della proiezione ci rendono vulnerabili alla manipolazione. Le persone sono spinte a reagire alla costrizione esterna. Il controllo della percezione lavora per attivare le emozioni represse e desideri. Il pubblico diventa quindi come un gruppo di topi di laboratorio. Con il semplice stimolo di minaccia o di premio sono ottenute le risposte desiderate del popolo.

Il potere di controllo può spostare le montagne e far ondeggiare intere popolazioni senza muovere un dito. Le persone possono essere circonvenute per difendere appassionatamente ideologie ristrette, combattendo quelle marcate come una minaccia per il gruppo. Guidate a reagire in modo di lotta o fuga, le persone sono intrappolate dalla paura di “pericolo rosso” o “la minaccia di terroristi” in ideologie elementari cariche di emozioni. Sono spinte a inseguire miraggi in continua evoluzione di un nemico che è stato predefinito per loro.

Un esempio di questo controllo di percezione è stato visto di recente nella politica degli Stati Uniti. Dopo un lungo periodo di disgusto da parte di una larga fetta della popolazione per gli atti decrepiti dell’amministrazione Bush, la campagna mirata di speranza e di cambiamento di Obama è stata ben orchestrata. Quando la cornice per la percezione delle masse è stata diffusa con il discorso retorico della paura, per chi controlla la percezione, il passo logico successivo è stato quello di attingere a desideri inconsci di speranza. Prima che la gente potesse rimuovere le proiezioni e guardare più in profondità alla radice della paura, emerse magicamente un nuovo prodotto. Invece di costruire un nemico, è stata creata una figura di eroe positivo per stimolare questo desiderio di cambiamento positivo. Non importa quanto vuote sono state le promesse e gli slogan, le persone sono state guidate dall’impulso inconscio di esprimere un voto per una vaga illusione di speranza.

La legittimità dell’autorità è sostenuta attraverso questo meccanismo di proiezione. Quelli al potere fanno la guardia al punto d’origine dal quale gli eventi possono essere visti come sono, senza filtri. Una volta che il filtro di controllo è inserito nel processo di percezione, non è facile vedere qualsiasi cosa aldilà del confine marcato da tale controllo. Quando qualcuno, che non è facile da definire o controllare dall’immaginario preconfezionato, emerge alla pubblica attenzione, scuote le proiezioni contenute nella coscienza collettiva. Per un momento, una crepa si apre nella percezione pubblica, una specie di vuoto che lascia aperta la via per l’assorbimento. Questo spazio aperto spalanca la possibilità per le persone di guardarsi dentro e confrontarsi con loro struttura di riferimento manipolata. È questa possibilità di uno spostamento verso l’interno, il primo passo verso un maggiore risveglio che gli esperti designati, i guardiani della percezione, tentano di arrestare. Si muovono velocemente per riempire questo vuoto con immagini manipolate che sostengono lo specchio di proiezione per mantenere la percezione sotto il loro controllo.

Questa situazione è vissuta come una battaglia per l’attività di percezione. Qualcosa di nuovo lotta per essere accettato nella coscienza. Il messaggero resiste alla ridefinizione e quando l’obiettivo è individuato, lui o lei è trasformato in un intruso, un pericolo per la percezione detenuta dalle proiezioni di massa. Il potere non ha bisogno di armi fisiche per impegnarsi con forza negli attacchi. Armi di proiezione di massa possono essere atte a raggiungere il risultato voluto. Mediante l’etichettatura e gli stereotipi, comprimono la complessità della personalità come Assange in una gabbia. Contrastato dalle proiezioni collettive, l’atto liberatorio che attraversa l’illusione, si scontra con la resistenza inconscia. Tali figure che portano nuovi stimoli, dopo essere entrate e aver interrotto la percezione pubblica preconfezionata diventano presto distorte e obiettivo di assassinio. Sono rapidamente giudicate e giustiziate dalla coscienza pubblica. Quelli che si levano in prima linea per portare nuovo potenziale vengono uno a uno portati nello stadio di montature e dell’iperbole.

È il presupposto di legittimità dell’autorità degli esperti che impedisce alle persone di aggiornarsi con la realtà usando la loro capacità di pensare criticamente. La fondazione di conoscenza convenzionale che si trova nella propria acritica conoscenza soggettiva, nascosta dalla pretesa di obiettività, è di per sé intrinsecamente giudicante, creando un dualismo astratto e manipolato, del bene e del male.

Che sia attraverso i politici, esperti o altre celebrità ben pagate, le azioni della popolazione generale sono spesso guidate e controllate attraverso utili marionette, i cui fili sono tirati da occulti maestri – i nuovi sacerdoti, che si presentano per convertire il pubblico ai loro giudizi morali prescritti. Le masse uniformate agiscono ciecamente come tali essendo state programmate per interagire con le accurate immagini proiettate, emergenti sullo schermo della percezione condivisa. Queste sono le ombre della realtà distorta, proiettate attraverso le paure semplici ed emozioni della gente.

Assange è un esempio d’individuo che si distingue dal branco, andando contro corrente, per il bene di tutto il grande insieme. Attraverso il confronto con l’autorità della conoscenza ufficiale e degli esperti, egli contesta la legittimità di tutto il sistema e apre i cancelli chiusi dalla percezione controllata. Ha iniziato esponendo la cultura corrotta del segreto d’ufficio e giustamente messo in discussione la legittimità del governo di quelli che hanno troppo da nascondere al pubblico. Il suo impegno incrollabile per la giustizia lo fa apparire a volte testardo e intransigente. Ciò che egli esemplifica è un senso d’individualità che contraddice o sfida modi di essere che sono diventati la norma.

John Saul ha rivelato la vera natura dietro l’idea d’individualità occidentale. La lealtà primaria del singolo non è per la società ma per il suo gruppo …. l’individuo occidentale, da capo ai piedi di ciò che è ora definito come le élite, agisce prima come membro del gruppo. Come risultato, noi esistiamo principalmente come una funzione, non come cittadino, non come individuo. (p. 33)

Questo mostra come ciò che è considerato il pensiero indipendente in realtà spesso non è il proprio. Si tratta di una sorta d’individualità fasulla che promuove la conformità ai capricci di legittimità esterna conferita da politici di professione ed esperti. Questa conformità supporta un sistema che diverge intrinsecamente dal bene comune. Tutti i mezzi disponibili saranno utilizzati per reprimere il pensiero davvero indipendente. Pertanto, Assange è diventato un obiettivo primario di calunnia.

L’ex funzionario dell’amministrazione Reagan, Paul Craig Roberts mostra che quando l’assassinio del personaggio fallisce l’assassinio reale seguirà nel caso di Assange:

Quando hai qualcuno che è pericoloso per te e tu non hai in verità qualcosa di attendibile contro di lui, lo calunni. Questo è il modo in cui il Dipartimento di Giustizia funziona. Esso utilizza i …. media per calunniare la vittima in modo che la vittima è colpevole prima di entrare in un tribunale. In un certo senso avrebbero raggiunto il loro scopo, anche se vince il ricorso, perché ora è calunniato. La vera questione non sarà indagata.

Quali sono le motivazioni dietro l’assassinio di un personaggio? Chi è al potere si sforza di controllare le immagini delle persone autentiche, radicalizzando e demonizzando loro per mantenere la paura pubblica, impedendo alla gente di raggiungere la conoscenza di sé e la realizzazione del loro potere creativo all’interno.

Quello che, chi è al potere assolutamente teme, è un crollo delle proiezioni che proteggono il sistema di conoscenze degli esperti, che ha sostituito la capacità individuale di ascoltare quelle della coscienza. Hanno paura di persone che marciano a fianco a fianco con quegli individui che si rifiutano di interpretare il copione assegnato e invece creano il proprio e camminano attraverso la porta del futuro alle loro condizioni.

WikiLeaks ha scoperto la percezione delle masse che fino ad ora è stata regolata da un’autorità illegittima di “esperti conoscitori”. La gente incomincia a fidarsi di se stessi e ad agire attingendo alle conoscenze individuali e alla propria esperienza e di condividere questo direttamente con gli altri, invece di consumare la disinformazione diffusa alimentata dai mezzi di comunicazione di massa. Le rivoluzioni senza precedenti in paesi come la Tunisia e l’Egitto e ora raggiungendo la Libia e oltre, sono partite dalla dissoluzione delle percezioni preconcette e manipolate sul Mondo.

I crocifissi dall’assassinio di carattere sono spesso i pionieri del futuro. Essi mostrano quello che è la vera individualità, qualcosa che viene sistematicamente negato dalla corruzione morale istituzionalizzata. Nonostante i loro difetti, persone come Assange, ricordano al Mondo le virtù della vecchia cara democrazia, della libertà e di agire per il bene pubblico, che sembrano essere diventati slogan vuoti o un mito comodo da usare in retorica nell’epoca del corporativismo.

L’assassinio del personaggio è l’assassinio dell’individualità vera agli occhi del pubblico ed è un simbolo della morte di visione indipendente e di coscienza interiore. Sotto la guida dal coro delle Cheer-leader dei mass media, questi personaggi sono assassinati attraverso una forma d’isteria di massa incanalata. Persone marciano insieme, non sapendo che sparando ai messaggeri che rivelano il loro potere intrinseco, sono essi stessi che si preparano il proprio funerale.

Non credo che vi fidiate
Nel mio suicidio ipocrite
Io piango quando gli angeli meritano di morire
Nel mio suicidio ipocrite
Io piango quando gli angeli meritano di morire
Padre, padre, padre, padre
Padre nelle tue mani affido il mio spirito
Padre nelle tue mani
Perché mi hai abbandonato
Nei tuoi occhi mi hai abbandonato
Nei tuoi pensieri mi hai abbandonato
Nel tuo cuore mi hai abbandonato
– Chop Suey! di System of a Down

Perché mi hai abbandonato? In un certo senso, con queste parole poniamo la domanda: Perché ci siamo abbandonati? Ci abbandoniamo quando ci addormentiamo nel branco e guardiamo al di fuori per possibili salvatori, poi chiediamo ai leader perché ci hanno abbandonato. Neghiamo la nostra individualità solo per andare tutti d’accordo uniti nella danza dei morti. Uno per uno, inchiodiamo la nostra individualità alla croce della nostra vita acritica. In un suicidio ipocrita, tutto ciò che rimane, sono le lacrime. Le nostre lacrime sono le lacrime degli angeli, che pazientemente attendono oltre l’Albero della Conoscenza. È solo attraverso l’affronto di quello che è diventato il nemico estraneo all’interno, che ciascuno trova la forza di creazione appena scoperta. Guidati da un morale più alto della nostra comune umanità, gli sforzi individuali diventano veramente collettivi, dando vita ad una nuova civiltà.

Riferimenti:

Allen, D. S. (2005). Democracy, Inc.: The press and law in the corporate rationalization of the public sphere. Chicago: University of Illinois Press.

Jacobi, J. (1973). The psychology of C. G. Jung. Yale University Press.

Saul, J. R. (1995). The unconscious civilization. New York: The Free Press.

Storr, A. (1983). The essential Jung. Princeton: Princeton University Press.

Scritto da: Nozomi Hayase

Tradotto in Italiano da: Josip Koprivec

Con l’autorizzazione dell’autore.

Pubblicazione originale:

http://aworldbeyondborders.com/2011/03/02/character-assassination-of-julian-assange/

L’autrice
Nozomi Hayase è una giornalista che scrive per Culture Unplugged, un blogger cittadino del mondo, e Journaling Between Worlds. Propone approfondimenti di eventi socio-culturali a livello di contatto tra politica e psiche, realtà e finzione, per condividere la conoscenza della possibile futura evoluzione sociale. Può essere raggiunta a nozomimagine@gmail.com ma non parla Italiano. Potete scriverle in Inglese e Giapponese.