Pillole: in-Gulfi-ta


Inizio dove iniziano tutte le storie, le fiabe, le favole e le truffe politiche, cioè all’inizio. Correva l’anno 2014, il diciassettesimo giorno del mese d’aprile. La televisione della Sonnestube della mamma Elvezia trasmise il Falò con la Comandante Capo della Polizia Cantonale, Michela Gulfi Rigamonti, specialista nella prevenzione dei reati contro minori (che titolo ridondante!)

MichelaGulfi2C’è sempre una ragione per una apparizione simile e anche questa non era stata un’eccezione. La CC della Polca sentì la pressione dai lettori e critici del mio blog e di tante altre voci che si levano diariamente contro Pretori, procuratori Pubblici, enti sociali di ogni tipo e la Polca stessa per interventi a senso unico e con ideologia socialista-femminista di tipo più vile e dannoso. Vile, poiché assesta coltellate nella schiena dei padri divorziandi, e dannoso, poiché distrugge ai bambini il loro focolare sicuro, allontanando una parte delle persone di loro riferimento e agevolandone la sostituzione con estranei incuranti e spesso indifferenti, malevoli o addirittura veramente cattivi e dannosi.

La Signora CC della Polca si è quindi avventurata sul mio campo minato, senza sapere dove veramente si trovava. Il giorno successivo ricevette la mia posta elettronica seguente:

Gentile Signora ecc. ecc.,

Ho visto la sua apparizione in Falò e accetto il Suo invito a denunciare i reati contro minori nell’ambito famigliare. Allo scopo della presente denuncia dovrà purtroppo considerare, che fanno parte della “famiglia”, rea di tali crimini, anche le persone non consanguinee e non legate da una unione coniugale o di convivenza.

Antecedenti (legga qui, se non l’avesse già fatto mille volte): denuncia pubblica dei fatti antecedenti

Sono certamente moderatamente felice, che Lei sia ritornata dall’indagine sui pesci-palla a Charme-El-Sheikh sana e salva e che gli squali locali non abbiano preferito la carne di poliziotta Svizzera al posto di quella dei turisti Italiani e Francesi.

Denuncia: con la presente denuncio quindi Lei e i suoi complici, pretore Pedrotti, la fu PP Manuela Minotti Perrucchi, l’avvocato Guidicelli, psicologhe, membri delle varie istituzioni coinvolte (tutte!), ignoti associati delle varie istituzioni femministe, lesbo, socialiste e comuniste, oltre a quanti altri potessero risultare coinvolti nel corso delle indagini, per aver prodotto falsi attestati, per aver giurato falsamente e presentato false denunce, per aver agito scientemente o sotto l’influsso di pregiudizi ideologici, sciovinisti e razzisti, di droghe legali e/o illegali (secondo la legislazione Svizzera), per aver proferito minacce (suoi colleghi di lavoro e/o subalterni) e per aver agito in qualsiasi modo legale o illegale, palese o occulto, allo scopo di:

1) Impedirmi con ogni mezzo di difendere mio figlio minorenne dalle aggressioni di sua madre e del convivente della stessa

2) Distruggere la mia attività professionale e con questo le mie fonti di reddito

3) Diffamarmi presso clienti, fornitori, amici, conoscenti e tutta la società civile

4) Montare un falso processo per violazione (inesistente!) della LFid

5) Nominare persone di parte, non qualificate a produrre analisi e opinioni di “esperti” da usare nell’ambito procedurale

6) Falsificare orari nei rapporti ufficiali di Polca per rubare fondi delle assicurazioni a beneficio di membri del corpo di polizia

7) Rubare la parte più importante della mia collezione d’armi, comprata in modo legale e con permessi dell’ufficio competente

8) Impedire ogni contatto con mio figlio e fare in modo che egli continui a vivere sotto il controllo esclusivo di sua madre

9) Provocare la cancellazione del mio domicilio in Svizzera e fare in modo che sia condannato e ricercato per reati mai commessi o che comunque non sarebbero stati tali se non ci fossero le condanne fasulle (LFid) e provocate dal Pretore (alimenti).

Situazione attuale:

Quando visse con me, mio figlio era il primo della classe, un bambino solare e aperto, intelligente e con mille progetti per la vita. Ora vive da quasi diciottenne moralmente distrutto, chiuso, passivo e impaurito. Viene tutt’ora maltrattato psichicamente dalla madre (cocainomane) e abusato fisicamente dal suo convivente. Ha ripetuto due volte l’anno e anche ora sta al limite di essere congedato dall’istituto.

Tutto questo, grazie a Lei e ai suoi complici summenzionati. Non credo in Dio come non credo nella Sua sincerità. Ha abbandonato mio figlio per una vacanza, ha minacciato me per le Sue idee politiche, sessuali e sociali. Ha contribuito forse in modo determinante alla mia distruzione e alla distruzione e alienazione di mio figlio.

Complimenti, Comandante Capo della Polizia, unita speciale di distruzione di famiglie, figli e padri di famiglia in particolare.

Vedrò il seguito della presente denuncia con un’indagine vera a carico dei malfattori, in particolare della madre e del suo convivente, oppure scaricherà la Sua ira contro di me e scapperà un’altra volta in qualche luogo esotico per un’indagine sul sesso degli angeli?

Distintamente,
N N alias José Ortiga Renegado

E poi silenzio fu. A distanza di cinque giorni le mandai la seconda lettera:

Gentile Signora ecc. ecc.,

Cinque giorni sono tanti per pensare, se Lei fosse stata sincera e con determinazione vera di agire come parla. Mio figlio viene picchiato a intervalli stretti da un uomo estraneo alla famiglia e ricattato da sua madre (che al tempo del nostro incontro sniffava cocaina e fumava erba, e probabilmente non ha cambiato i vizi) e io, grazie al gruppo “separazione programmata delle famiglie” e “distruzione dei padri”, legalmente non posso farci nulla e illegalmente non me la sento di procedere.

Essere genitori, madri o padri, non è un diritto ma un dono, un regalo, un privilegio. I genitori non sono proprietari dei loro figli ne da minorenni ne dopo i 18 anni. Ha mai pensato, che l’apparato repressivo di polizia e il “potere giudiziario” (che orrore questa nomenclatura!), del quale Lei fa parte, considera in realtà i bambini alla stregua di proprietà, di schiavi, che vanno assegnati alla mercé delle madri, che possono fare quello che a loro piace e pare?

Lei mi avrebbe potuto rispondere con diniego o con affermazione di pronta azione a carico dei torturatori di mio figlio, ma mi avrebbe dovuto rispondere. Invece ha scelto il silenzio ……. e, forse, ritorsioni nei miei confronti. Con me non funziona più cosi. Mi avete distrutto tutto e non potete più farmi del male nemmeno uccidendomi. Forse lo contrario.

Chi odia gli altri odia sempre inconsciamente anche se stesso. L’odio alimenta il caos e le sue cellule impazziscono e si trasformano in cancro. Così mori Chavez e così si autodistrusse Manuela Minotti Perucchi. Lei mi odia poiché rappresento il contrasto tra quello che Lei sogna e quello che Le hanno insegnato e imposto di fare. Non lo faccia più. Questo é un gioco, che uccise Chavez e Manuela.

Non Le scriverò più, ma non finisce qui. Posso far parlare Falò anche del mio caso e della verità dietro le Sue belle parole pubbliche. E lo farò.

Distintamente,
N.N.

Passò aprile, passò maggio e siamo entrati nel periodo delle pagelle e delle future vacanze. La Comandante Capo Manuela Gulfi Rigamonti continua a tacere. Dov’è il suo impegno di proteggere bambini e adolescenti, tanto pomposamente dichiarato in Falò? La signora Polca tace e continua a fare quello che sa di meglio: niente, se si tratta di proteggere i padri e figli, tutto se invece va in guerra per una madre traditrice e i piccoli schiavi del suo convivente – patrigno.

Tace ma non riposa. Le donne in carriera, anche (o sopratutto) quando le rughe di cattiveria le demoliscono la faccia e gli uomini spariscono dai dintorni, si riciclano e si consolano con i soldi.  Ho già visto le situazioni simili a Milano e a Ljubljana. Una funzionaria pubblica e l’altra procuratrice pubblica. Entrambe sul fronte anti-padri-figli. Entrambe hanno formato una fondazione di protezione dei bambini stile one-(wo)man-band per mungere i fondi pubblici. Possibile che la Comandante Capo fosse un eccezione? Il 10.10.2011 nacque la FONDAZIONE DELLA SVIZZERA ITALIANA PER AIUTO, SOSTEGNO, PROTEZIONE INFANZIA (ASPI). Socio unico, firmatario unico, beneficiario (???) unico: Michela Gulfi Rigamonti di Rovio. Voglio sapere quanti soldi ha raccolto, quante sovvenzioni ha ricevuto e dove li ha spesi. Chi lo sa, parli ora! Garantisco l’anonimato.

MichelaGulfiMi hanno accusato di essere colpevole della repentina malattia e morte di Manuela Minotti Perrucchi. Lo stesso hanno detto per la disgrazia di un’avvocata, che ha tentato di truffarmi e danneggiarmi e della giudice Slovena che soffre di tumore e che non durerà fino a Natale. Dicono che oltremare ho imparato la magia nera, che sgozzo i galli e gatti neri, che faccio bambole Woo-Doo e simili fesserie. Vox Populi. Forse dovrei provare se ho davvero i poteri. Non si sa mai.

Vi chiederete perché quella faccia incavolata di Michelina? Voi non lo sapete ma Michela ed io si: durante il fine settimana seguente al Falò il tag “Michela Gulfi” ha fatto raggiungere dal Google il mio blog con sei volte tanti utenti quanti hanno raggiunto tutte le altre pagine dell’Internet insieme. Grazie Michi!

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  1. 5 giugno 2014 alle 20:27

    Novitá dal Guardiano delle Porte della RSI:

    Buongiorno, La ringraziamo per la sua segnalazione, che abbiamo tenuto in considerazione. Per il merito del problema però non possiamo che invitarla a rivolgersi direttamente alla parte in causa.
    Cordialmente RSI

    Secondo il responsabile della RSI non ho il diritto di risposta alle pubbliche menzogne della Comandante Capo nemmeno con tre righe di commento dei lettori sul sito del Falò. Devono avere una fifa boia di questo povero scribacchino! Comunque, poco importa, ho più lettori del mio modesto blog che Falò del suo elegante sito e questa la dice lunga.

  2. 2 giugno 2014 alle 11:24

    Grazie, Roberto. Alle 18h le visite alla pagina sono già decuplicate. Gioia mia e rughe in più sulla faccia della Comandante Capo.

  3. rflamm53@solnet.ch
    2 giugno 2014 alle 02:43

    Jose Ortiga,

    Avanti tutta capitano!

    Nel frattempo, con l’aiuto di amici e sostenitori, è nata AIACO (www.aiaco.ch), Associazione Insieme Attivi per la Co-genitorialità.

    È stato pure pubblicato con il sostegno di Papageno “Per il bene dei minori”.

    Nel mio piccolo, tento di informare e di denunciare una vergogna che, nel silenzio pressoché totale mediatico e specialmente politico, da decenni viene perpetrato ai danni dei minori di figli separati o divorziati, e dei di loro genitori “non-affidatari”, nel ca. 95% dei casi, il padre (per “prassi” giuridica sistematicamente allontanato dai figli e perché genitore impoverito sul piano affettivo-relazionale e su quello economico, a conti fatti, dalla separazione via, dato che possono perfino pignorargli direttamente lo stipendio, ridotto in “schiavitù”), il tutto sotto gli occhi dei figli.

    Se questa è educazione positiva e costruttiva e “per il bene dei minori” …..

    Il diritto del fanciullo, i suoi bisogni primari psicologici-affetivi, calpestati dal diritto della “madre” alla libertà (che si vorrebbe assoluta) ed all’autonomia (ma non sul piano economico dove si fomenta invece la dipendenza da rendita di tipo “pensionistico”).

    Se questa è la nostra civile e democratica giurisprudenza …. Non è migliorabile e facilmente?

    Come pensare che, in tutto questo che vien da anni prodotto dalla giurisprudenza nei casi di separazione e divorzio, non possa o debba esservi una puntina di malafede?

    Una volta si soleva chiudere una decisione ufficiale dicendo “secondo scienza e coscienza”: nei casi di separazione e divorzio, a mio criticabilissimo giudizio (mi occupo approfonditamente di separazione e divorzio da 6 anni), non vi sono tracce né dell’una né dell’altra.

    Con i migliori saluti,

    R.Flamminii

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