Deputati allo sbando


Riporto qui di seguito la lettera mandata da signor Roberto all’indirizzo della signora Gina La Mantia sul sito del Partito Socialista, chiaramente schierato contro i padri tramite i loro deputati, giudici e pretori.

Gridare per imporre

Sono spiacente dover contraddire i vostri bei discorsetti, ma un conto è provare impotenti e sulla propria pelle annose iniquità, umiliazioni, offese e ricatti, e dover pagare un “lutto” che non finisce mai, quale la perdita di un figlio comporta, un altro conto è scrivere come fate qui. Oltre a dimostrare una certa ignoranza nella distinzione da farsi fra “autorità parentale congiunta” e bigenitorialità, affido paritetico in regime di separazione, di mostrate una certa dose di insensibilità alla sofferenza di molti bambini “orfani di padre vivo”, scarse capacità empatiche verso la sofferenza di molti padri.

Eccovi le affermazioni di una donna (sig.ra Sarah Viola), a quanto pare scomode e perciò ignorate, che possiede formazione ed anni di esperienza professionale, di grande valore nel contesto della separazione e del divorzio: «La violenza fisica femminile, non è solo credibile ma è ahimè un dato reale. Non è così potente come quella maschile, spesso i padri non reagiscono di fronte a certi momenti di aggressività delle donne … Quotidianamente, anche nella mia professione, vedo un’escalation di aggressività femminile nei confronti degli uomini … vede, le donne hanno un difetto, pensano di avere sempre ragione e quando non vedono riconosciute le loro ragioni diventano veramente molto violente, più di quanto ci si possa immaginare … C’è una recrudescenza dopo la legge 155, l’ultima legge sul diritto di famiglia, quella dell’affido condiviso che prevede la genitorialità condivisa. Direi che le donne si sono ulteriormente agguerrite perché si sentono minacciate nella loro primaria importanza presso i figli e non accettano facilmente questa parità … Non sono pronte e a volte diventano veramente aggressive, vogliono i figli a tutti i costi ! … Mi è capitato di seguire coppie in cui i padri erano già stati prosciolti (dall’accusa di violenze o abusi sessuali) dalle indagini e assolti completamente, quindi si trattava di ricostruire questo rapporto interrotto tra padre e figli, e mi è capitato purtroppo di constatare il dispiacere della mamme di fronte a questi risultati, invece di essere rassicurata una mamma di fronte al fatto che gli viene detto che il suo marito (non è colpevole) … forse non ci credeva, o forse sperava in realtà che ci fosse una colpa in questo uomo che gli permettesse di vivere i figli in modo quasi esclusivo. Io non voglio dire che i papà sono tutti degli angioletti e che le mamme sono tutte cattive, ci mancherebbe, ma le donne spesso confondono il proprio livore, il proprio dispiacere, anche i torti che hanno subito dal compagno con la necessità che questo compagno rimanga padre a tutti gli effetti e (intervistatore: vogliono cancellarlo dalla propria vita ma anche dalla vita dei figli) … in modo da punirlo”.

“Gli Stati si impegnano a garantire il principio secondo il quale entrambi i genitori hanno comuni responsabilità per quanto riguarda l’educazione del fanciullo e il provvedere al suo sviluppo”. Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo (New York 20.11.1989) – ART.18 / bigenitorialità Art. 11

“Gli stati membri si impegnano a non separare i figli dai genitori contro la loro volontà”. Convenzione Internazionale dei Diritti del Fanciullo.

La Svizzera ha sottoscritto questi accordi internazionali 22 anni fa: perché allora insistere nel costringere i bambini a scegliere un genitore? Considerando l’attuale giurisprudenza Svizzera nei casi di separazione e di divorzio, come pure le attuali insistenti richieste della Consigliera Federale sig.ra Sommaruga, risulta evidentissimo che la bigenitorialità non è un concetto economicamente allettante. Non si pensa (e non si vuole pensare!) al diritto del bambino ad avere una madre ed un padre equamente attivi nel suo accudimento e nella sua educazione.

Quindi, al contrario del padre che desidera e vuole fare il padre anche dopo la separazione, al figlio si impone solo l’affido esclusivo (95% dei casi alla madre, 5% in Istituti o al padre) ed al padre l’allontanamento forzato dalla vita del figlio e del denaro da versare (anche fino a ridurlo alla miseria più radicale).

Distinti saluti, Roberto.

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