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Figli “firmati” di padri straccioni


Ex dirigente... divorziato!

Il sistema a pezzi

Il sistema politico-economico-giudiziale sta cadendo a pezzi. Ce ne siamo resi conto ormai quasi tutti, che non si tratta di una crisi passeggera, ciclica o occasionale, provocata da uno o più fattori macroeconomici, bensì di un coerente risultato della gestione mafiosa di una casta trasversale onnipresente a tutti i livelli della pubblica amministrazione, pilotata dall’alto da ricchi membri della élite economica mondiale. Bilderberg è solo una di queste conferenze semi-clandestine, che manovrano i fili delle marionette. Noi, esseri umani siamo tutti unici, differenti uno dall’altro e con intelligenza e conoscenze limitate. Facciamo errori. Dal manipolatore supremo e fino all’ultima ape operaia o fuco sbagliamo, poiché in realtà non abbiamo una coscienza collettiva e le decisioni errate si diffondono dall’alto in basso come veleni nella catena alimentare.

Vicolo cieco

Oggi siamo arrivati alla fine di un vicolo cieco, di una strada in salita che finisce nel nulla, in un precipizio, in un deserto inabitabile. La maggioranza della gente non se ne rende ancora conto, convinta che sono vere le proiezioni del regime. In verità ci sono molte cose che non hanno altro senso se non quello di controllare le masse e prelevare denaro in tutti i modi. Il sistema di gestione del potere fa acqua alla base. Diciamo che gli è scappata e se l’è fatta nei pantaloni. Le videocamere di sorveglianza ad ogni angolo, i semafori con apparecchi fotografici, rilevatori di distanza di sicurezza, radar di velocità, semafori, il sistema di multe, il sistema di controllo dei redditi, il controllo delle spese individuali tramite le carte di credito, di debito e di “punti” del supermercato, i controlli “tecnici” esasperati di tutti i mezzi di trasporto, le omologazioni nazionali che privilegiano importatori amici, lo spionaggio “legale” tramite il telefono, il conto dell’elettricità, persino l’abbonamento alla TV via cavo, e mille altri sistemi, sono tutti perfettamente “giustificati” dal sistema ma in realtà assolutamente inutili. Vi hanno fatto credere che i limiti di velocità fossero una garanzia della vostra sicurezza ma poi hanno lasciato costruire e vendere le automobili che possono raggiungere velocità doppie di quelle consentite e vi obbligano di montarci i pneumatici garantiti per le massime prestazioni del veicolo. Sono tutte paranoie dei potenti che temono il popolo, ormai non più sovrano da tempo. Vi mentono persino sulla vostra salute: dall’introduzione della benzina verde sono più che raddoppiati i casi di cancro. La carie fa marcire i denti al tasso centuplo di quello dei paesi “poveri” dove la gente non può pagarsi il dentista e quindi i cibi non sono addizionati con sostanze che lo provocano. Ogni anno si presenta una nuova influenza e, guarda che caso, le case farmaceutiche inondano il mercato persino in anticipo con vaccini e medicine a prezzi da estorsione. Le Casse Malati costano 400 % in più di 20 anni fa. O ci mentono sull’inflazione o qualcuno pompa i costi delle spese mediche come alcune donne i seni, al massimo!

I figli

Oggi analizzerò un assurdo di concetto giudiziario nei casi di divorzio e affido dei figli. Lo Stato riconosce al genitore indigente o come sostituzione del non pagamento degli alimenti da parte del coniuge non affidatario, la somma di 700 franchi. Questa è la metà di quanto entrambi i genitori dovrebbero provvedere per far vivere un bambino. Aggiungiamo 200 franchi di assegni famigliari e troviamo la cifra necessaria a disposizione per l’infante, qualsiasi infante, di genitori ricchi o poveri che siano. Il concetto di far pagare al genitore non affidatario una cifra proporzionale al suo reddito è un palese assurdo, se arriviamo poi al sistema, adottato dai Pretori Ticinesi nei confronti dei padri non affidatari (gli si lascia il minimo vitale e lo si condanna a devolvere il resto alla madre) abbiamo toccato il fondo. Vediamo un caso reale, un padre divorziato che guadagna 5’500 franchi e ha un solo figlio con la moglie divorziata da più di dieci anni. La signora chiede la revisione dell’assegno in 1’850 franchi. Il Pretore accoglie la domanda. Il figlio unico si trova in questo modo con 3’900 franchi mensili al netto di tasse, imposte, contributi e balzelli vari. Il padre deve sopravvivere con 3’650 franchi lordi di tutto, imposte comprese, deve mantenere un appartamento con una camera da letto in più (altrimenti perde il diritto di visita), deve mantenere il figlio nei fine settimana di visita e deve pagare le vacanze due volte all’anno per una persona in più. La situazione della madre è ancora più assurda: in teoria dal suo stipendio di venditrice al centro shopping di 4’000 franchi deve dedurre la sua parte per il figlio e vivere con 2’150 franchi lordi. Il figlio (sempre in teoria) vive da re, con vestiti firmati, Blackberry ultimo modello, Notebook da professionista e un sacco di soldi da spendere e spandere. In condizioni normali questi soldi andrebbero risparmiati per comprare un appartamento, pagare gli studi universitari, iniziare un’attività lucrativa in proprio e infine vivere meglio tutti, invece vanno praticamente gettati fuori dalla finestra.

La madre

In realtà succede di peggio. La madre “si prende cura” di tutti i soldi e gestisce 6’050 franchi (1’850 versati dal padre, 200 franchi dallo Stato e 4’000 franchi del suo stipendio) destinando 1’000 franchi al figlio e 5’050 franchi a se stessa. Se condivide l’appartamento e la vita con un altro “lui” la cifra raddoppia, mentre il padre vivacchia al limite dell’indigenza con la cifra che gli resta dopo aver pagato la pigione, la cassa malati, le assicurazioni e le spese per il figlio quando questi sta con lui. Secondo voi questo sistema è corretto e può reggere in futuro? Perché i giudici si arrogano il diritto di decidere in questo modo e perché le doppie misure? Lo Stato paga 700 franchi al mese mentre il genitore non affidatario deve sborsare quasi tre volte tanto! Il figlio si abituerà a ricevere tanti soldi, piovuti dal cielo, e a vivere in famiglia come se fosse quella di un medico. Cadrà sul duro cemento quando raggiungerà la maggiore età, quando il padre fallirà, o morirà. Sarà senza una base per il suo futuro e senza l’educazione che gli permettesse di affrontare la vita reale.

Il Ritorno al Futuro

Ristabiliamo e riequilibriamo la situazione. Il genitore non affidatario deve pagare esattamente quanto concede lo Stato come importo sostitutivo. Togliamo tutte le leggi, che tutelano la donna. Se abbiamo gli stessi diritti abbiamo pure gli stessi doveri. Reintroduciamo il concetto di colpa nel divorzio. Quel coniuge che provoca lo scioglimento del vincolo matrimoniale ne subisce le conseguenze. Perché un marito che picchia la moglie finisce in gattabuia mentre la moglie che orna la testa del marito di corna da cervo e fa magari un figlio con l’amante, riceve anche gli alimenti e l’affido dei figli?

A volo d’uccello le cose si vedono meglio. Mettetevi in discussione e rivedete tutto quello che vi circonda. Gli assurdi sono presenti ovunque, anche in casa vostra. Avete veramente bisogno di tutto quello che la società vi propone come indispensabile? Dovete veramente ammazzarvi di lavoro per comprare qualsiasi cavolata che vedete in TV? Dovete veramente perdere tutte quelle ore guardando la TV, piena di pubblicità e frivolezze? Perché invece non vi dedicate a qualcosa di costruttivo, agli incontri con amici e a fare da soli tante cose per le quali avete finora speso un sacco di soldi? Chiudete il rubinetto dei fondi allo Stato e mettetevi a lavorare a metà tempo. I soldi vi basteranno se eliminerete il superfluo e non avrete più bisogno dei medici e degli strizzacervelli. Non dimenticate di dare un calcio nel fondo-schiena a tutti i politici, che vi chiedono il loro voto, incolti, incapaci e interessati in realtà solo a se stessi. Che cos’è il superfluo? Andate a vedere le montagne di rifiuti ingombranti nella serata prima della raccolta. Ecco, quello è il superfluo.

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  1. Nina
    28 settembre 2012 alle 10:16

    Caro Jose,

    a me dispiace moltissimo per la tua situazione e se io potessi aiutarti fammelo sapere.

    Posso immaginare la tua angoscia, e il senso tremendo di impotenza. Mi sento anch’io ingiustiziata ed impotente ma ho con me i miei figli. Tu, non né hai il tuo e questo mi dispiace veramente.

    In tutte queste storie, mi vieni un grande rammarico…quanto mi dispiace per i nostri bravi bambini…avrebbero il diritto di avere i genitori, anche se, separati, ma insieme ad educare, amare e dare a ciascuno di loro il doppio dell’amore che meritavano.

    Tieni tutta la mia solidarietà!
    Nina

  2. Nina
    28 settembre 2012 alle 10:10

    Uomo_Linux,

    la ringrazio per il suo commento. è stato di grande aiuto. Dopo aver letto, ho capito che sono stata fregata da me stessa, dalla mia buona fede, nel credere che il mio avvocato avrebbe difeso i nostri interessi. Mi rendo conto con molto rammarico che non è stato così. Vorrei tanto poter presentare a voi tutti i miei 9 anni di carte, sentenze, lettere di condanna e lettere di oltre 25 di amici, vicini, pediatra, maestri e allenatori, che mi hanno assolto.

    Non ho mai firmato nessun tipo di documento dando alcun tipo di autorizzazione al mio avvocato o alla cassa Pensione, quindi, se lui ha avuto questi soldi, gli ha avuti di forma fraudolenta.

    In questo caso…a chi rivolgermi?

    Per quanto concerne alla decisione di *salvaguardare in primis i debiti*, questo è successo al momento della decisione per gli alimenti. Il Pretore ha preso con se le cartelle ipotecarie del mio ex e i calcoli che il suo (di lui) avvocato aveva steso. Dopo, hanno guardato per il minimo vitale e così via. Mi ha detto verbalmente lo stesso pretore che in Svizzera, in ordine di importanza, prima vengono i debiti con le banche, poi il minimo vitale, dopodiché gli alimenti. E alla mia domanda: Ma così, i figli vengono dopo i banchieri” lui, il Pretore mi ha risposto: Qui esistono i servizi sociali per questi casi.

    Riguardo a mantenere lo stesso tenore di vita…giravo con una BMW semi-nuova…l’ex mi ha lasciato una Opel Astra scassinata…gliel’ha collaudata e dopo aver passato nel collaudo, ha tolto i pezzi nuovi (ne aveva la facoltà, visto che ha un garage) e ha rimesso i pezzi vecchi. Dopo nemmeno 4 giorni la macchina è andata a fumo, perché il radiatore era bucato.

    Non ho mai avuto nemmeno da lontano lo stesso tenore di vita. Se non fosse stato per l’Associazione Famiglie Monoparentali, non so che fine avremo fatto.

    Forse la sua ex era troppo formosa, giovane o particolarmente attrattiva…con me le cose sono andate di mal in peggio.

    A me dispiace moltissimo per lei, Sig. Linux. In ogni caso, non penso sia giusto che delle persone che non hanno mai vissuto insieme a altre, che non spendono più che una manciata de minuti, possano giudicare un’intera vita e dividere una famiglia senza considerare il benessere dei figli minorenni. E quando parlo di benessere non mi riferisco al *dio soldi*…mi riferisco all’amore, al senso di famiglia che ogni bambino ha il DIRITTO di continuare ad avere.

    • Uomo_Linux
      28 settembre 2012 alle 10:58

      Già, che la “giustizia” ticinese abbia due pesi e due misure e viaggi a due velocità è ormai un dato di fatto, confermato una volta ancora da quello che lei scrive! Ad ogni modo ribadisco che per la legge svizzera (quella vera, non quella “alla ticinese” – vedi recente caso FoxTown di chiara legge sugli orari di apertura fatta “alla ticinese” per favorire chi di dovere, in barba alle leggi federali!) PRIMA vengono gli alimenti per i figli, poi gli eventuali debiti (bancari o meno)! A meno che il debito “giovi a lei e ai figli” (ipoteca sulla casa dove vivono i figli e lei, pagata da lui) dovrebbe essere posposto agli alimenti.

      Come le scrissi nel mio primo commento, le consiglio di rivolgersi a un avvocato serio e che faccia il suo di interesse, non quello di suo marito! Il signor Ortiga conosce il nome dell’avvocato a cui penso e conosce anche il modo di mettersi in contatto con me al di fuori del blog. Giusto per dovere di cronaca, mi interesserebbe conoscere il nome del pretore che ha emesso la sentenza che la riguarda e da quale pretura è stata emessa e magari pure poterci dare una lettura. Non so se conosce quest’altro blog: divorzioticino.wordpress.com . Ci sono un paio di storie interessanti anche lì…

  3. Nina
    20 settembre 2012 alle 17:09

    Caro signor Ortiga,

    condivido ogni suo parere e sono stata vittima di questo sistema diabolico ma in posizione antagonica alla sua.

    Mio ex, oltre a non pagare regolarmente una miseria 850,00 compresi da Assegni, ci ha cacciato fuori di casa. Siamo usciti senza un straccio di cucina, il tutto è rimasto a lui.
    Oltre la casa, le macchine, il conto corrente, i risparmi, i giocatoli dei bambini, foto….sono uscita senza nulla da un matrimonio durato 12 anni. Sono sempre stata casalinga, non per scelta mia, ma di lui.
    Lui prendeva una paga di 5.500 mensili ma i pretori hanno prima garantito i debiti di banca che lui, ex marito, furbamente, durante il periodo di separazione, ha fatto alzare di oltre 180milla franchi.
    Non di meno, arrivando, dopo quasi 9 anni di tira e molla, al giorno del divorzio, prendo in mano il riasunto della Cassa Pensione e vedo, con rammarico, che lui, cnque mesi prima ha ritirato oltre 168milla franchi lasciando soltanto circa 129milla per dividere con me.

    Non di meno, ho fatto parecchie richieste alla Pretura di poter entrare in possesso di alcune mie cose personali e queste richieste non sono state nemmeno risposte.

    Ora, leggendo il suo meraviglioso blog sono riuscita a capire una cosa: siamo stranieri e questo è si il vero problema.

    Cerchi di fare una bella vita li nel Venezuela. Ricomincie come ho fatto io. Nulla rimane senza giustizia divina e l’odio non porta a nulla.

    • 20 settembre 2012 alle 18:22

      Cara Niña, grazie per il pacato e sobrio commento. Quanto i pretori e procuratori rossi Ticinesi siano sciovinisti e razzisti l’ho sperimentato pesantemente sulla mia pelle e non posso che confermarlo. La Sua storia é la prova che non cambiò molto dai tempi in cui la Pro Juventute rubava (impunemente!) i bambini per puro razzismo e senso di superiorità Svizzera. Non la considero una buona notizia ma é di oggi il “rumore” che una delle persone istituzionali, che mi fece veramente male, si scoprì una malattia che non perdona. Non mi aspetto che si penta del male che ha fatto. Questi “nerch” della società non hanno coscienza, ma io gli ho avvertiti tutti molti anni or-sono: chi mi fa del male gli viene ritornato quadruplicato, e io non posso farci nulla. Uno dei procuratori inoltre ha il figlio drogato irrecuperabile. Un dolore vero, ma da non compatire con uno che ha fatto del male a mezzo Cantone Ticino. Spero, che Lei abbia potuto ricostruire la Sua vita, io resto senza figli e senza frutti di 38 anni di lavoro. Maledetti!

    • Uomo_Linux
      21 settembre 2012 alle 22:23

      Cara Nina,

      rimango molto sorpreso da quanto lei scrive… il suo ex e’ riuscito a far accettare i propri debiti bancari dalla pretura??? Incredibile, a me hanno testualmente scritto: -“il sostentamento della famiglia e’ prioritario rispetto al pagamendo di debiti verso terzi (DTF 127 III, 292 in alto)”, quindi a me non e’ stato accettato alcun debito. Ma chi e’ il suo ex per aver potuto far accettare una simile cosa?

      Inoltre per ritirare qualsiasi importo dalla cassa pensione o dal terzo pilastro lei (moglie) deve aver firmato un documento con il quale autorizza suo marito a effettuare una tale operazione (5 mesi prima del divorzio lei era ancora sua moglie!). Ora, se lui ha falsificato la sua firma per effettuare una tale operazione, lei puo’ denunciarlo fer falsificazione di documenti e furto.

      Non credo che sia una questione di razzismo… io sono ticinese, sono nato e sono cresciuto in Ticino… e mia ex e’ una straniera e ha tutti i diritti; pure quello di decidere di meettere nostra figlia in una scuola privata… a mie spese! Inoltre a lei il pretore ha accettato il costo del leasing dell’auto. Il leasing e’ una sorta di debito, ma a lei viene accettato. E a me tocca spostarmi con un’auto di 15 anni e 375’000 km!

      Che la “giustizia” ticinese sia ingiusta e’ un dato di fatto, ma non credo sia un problema di stranieri o meno: il vero problema sono le leggi non chiare e i molti avvocati che traggono ingenti guadagni dalle battaglie giuridiche attorno ai divorzi che i pretori ticinesi (di base sono avvocati pure loro) fomentano. Altrimenti non si spiegherebbe perche’ un divorzio in Ticino viene fatto durare anni e a volte anche decenni!

      Coraggio, lei come donna ha la legge dalla sua parte e ha il diritto di ottenere un sacco di aiuti da parte dello stato sociale ticinese. Tutto quello che posso consigliarle e’ di rivolgersi a un buon avvocato, che sia in grado di far valere quelle leggi proteggono i suoi figli e di conseguenza anche lei. Chieda l’assistenza giudiziaria e non dovra’ neppure pagare la parcella dell’avvocato (e’ il Cantone che la paga!).

      Uomo_Linux

      • 22 settembre 2012 alle 19:13

        Sembra che abbiamo a che fare con pretori che decidono come conviene loro al momento e secondo le parti in causa. A me il pretore Pedrotti ha scritto: “…. sussiste il reale pericolo che il bambino possa spostarsi con il padre in Slovenia….” Riassumiamo: mio figlio ha un padre Sloveno e una madre non Svizzera e per un pretore Svizzero, se un bambino Sloveno andasse a vivere in Slovenia con il padre questo sarebbe un male. A parte il fatto che questo era casomai un pericolo per la madre, in Svizzera solo dalla nascita del figlio e nei primi otto anni solo sporadicamente, a causa degli studi, mentre il padre ha accumulato 38 anni di lavoro a Lugano. Trentotto anni, che la cosiddetta giustizia gli ha rapinato tutti: reddito, patrimonio, professione e alla fine “una pesciada in dal cüüü”…. ritiro del domicilio e sequestro di tutti i beni documenti personali. Nel palazzo di Giustizia di Lugano e alle Orsoline tutti conoscono questi fatti e nessuno ha mosso un dito. Questo é puro razzismo!

  4. Bruno Lazzeri
    19 luglio 2011 alle 09:18

    Complimenti per il suo articolo/i, anche io dopo 16 anni di dure e onerose battaglie legali, per mia figlia, concludo accusando un sistema socio-giudiziario iniquo “pro donna madre” e totalmente contro i padri, un sistema di sopraffazione che è fine a se stesso, che non tutela assolutamente i diritti dei nostri figli, che ne abusa, appropriandosene fino ai 18 anni, (sottacendoci questa triste realtà) ” per poi ai 18 anni abbandonarlo a se stesso, senza un titolo di studio, alienato contro il genitore non affidatario, al 95% sono i padri ad essere dichiarati non affidatari, in uno stato psichico che si riconosce negli otto sintomi che definiscono la PAS, patologia riconosciuta come Sindrome da Alienazione genitoriale, che i 100 funzionari incompetenti incaricati, a trovare soluzioni che possano identificarsi per il bene del minorenne, e che invece nella realtà nessuno fa niente in tal senso, ma che infine, proteggono il figlio dal padre, quando un padre è da considerarsi un valore aggiunto perché da sicurezza il figlio, importante per la sua formazione, ed invece galoppano e pilotano a titolo vendicativo scurrili e capziose finalità, contro il genitore non affidatario, piuttosto di prevenire “creano conflittualità nella coppia di genitori, per sole questioni di lucro, e non come falsamente ed ipocritamente viene affermato” per il bene o per l’interesse del figlio” perché a loro i nostri figli non interessano per niente, un sistema che distrugge i nostri figli, che ci uccide dentro, che calpesta la nostra dignità di uomo e di genitore, che ci emargina riducendoci in miseria, e i nostri figli saranno gli invalidi del domani, il futuro dei nostri figli può solo riconoscersi, in un alcolizzato, drogato, delinquente, in una prostituta o in un suicida, o forse anche in un omicida suicida, questo è il futuro dei nostri figli che ci riserva il sistema socio-giudiziario ticinese, è una vera vergogna, bisogna fare qualcosa, non possiamo più permettere una simile ingiustizia, e silenti continuare a fare da platea, e assistere passivamente alla distruzione totale dei nostri figli, di mezzo ne va il loro futuro, e quanti figli e padri sono già da decine di anni divenuti vittime del principio d’infallibilità “e per la sola presunzione di onnipotenza” , fossilizzatosi nei cervelli di coloro che fanno parte del fallimentare sistema socio – giudiziario ticinese?
    Che invito sollecitando un’immediata inversione di tendenza, nell’intento di impedire che vengano causate ingiustamente ulteriori vittime, e creare una coscienza politica onde evitare che si possa continuare a perseverare nell’errore presumendo infine affermando che la politica familiare è tutto a posto.

    • 19 luglio 2011 alle 09:55

      Mio figlio ha vissuto con me (madre assente al 99 %) per 8 anni, e per altri due anni sono riuscito a stargli vicino, nonostante il complotto ordito da Matteo Pedrotti, Manuela Minotti Perruchi, Maria-Grazia Forni e il resto delle istituzioni. Mio figlio passava le classi con una media di 5, era un bambino “solare”, sportivo, estroverso e felice. Da allora e sotto il totale controllo della madre, ha bocciato due volte e per il resto è irriconoscibile. Complimenti alle istituzioni! Ditemi quando inizia la rivolta, sarò in prima fila.

  5. Uomo Linux
    18 luglio 2011 alle 23:43

    Complimenti a lei, signor Ortiga, per come espone sempre fatti concreti sul suo blog. Semba tutto chiaro e (il)logico, tipico della (in)giustizia ticinese, come il fatto che vorrei esporre per puntualizzare l’incoerenza di questo modo di agire:

    spesso il padre/marito ha dovuto fare degli studi per ottenere un diploma che gli consente uno stipendio migliore della madre/moglie che ha deciso di non proseguire con gli studi pensando bene di “sistemarsi” sposandosi. Il colmo di questa faccenda risulta facendo due calcoli di matematica elementare: la moglie si ritrova, come giustamente dice lei, con 6050.-/mese per lei e il figlio, mentre il marito deve fare i “salti mortali” per arrivare a fine mese con 3650.-/mese; in pratica lei si ritrova con uno stipendio di oltre 500.-/mese superiore a quello che il marito puo’ arrivare a percepire con il suo diploma e le competenze professionali acquisite dopo anni di duro lavoro! Lui pero’ si ritrova a fine mese a dover fare i conti con meno soldi di quelli percepiti dalla propria ex come venditrice… senza qualifiche!

    A questo punto entrano in gioco quei meccanismi psicologici pericolosissimi che lei cita e che “distruggono” i nostri pargoli in quanto credono che a loro tutto sia dovuto e che i soldi siano infiniti (grazie ai padri bancomat ridotti alla fame). D’altro canto la situazione che si viene e creare grazie a queste decisioni porta inevitabilmente alla rovina dei padri, soprattutto sul piano economico, ma spesso anche su quello psicologico (vedi articolo di un padre disperato, rovinato dal sistema giudiziario ticinese, apparso a fine 2009 su Ticinonline http://bit.ly/nRW2zy).

    E’ ora di finirla con queste decisioni inique, che favoriscono le madri e puniscono i padri! Queste decisioni vengono emesse da pretori e tribunali ticinesi, senza pensare che riducendo i padri in miseria e’ ancora il cantone a doverne pagare le spese, come nel caso citato, in quanto spesso tutto questo accanirsi versi i padri divorziati sfocia in esecuzioni, atti di carenza beni e assistenza sociale!

    Pretori e giudici del canton Ticino: per favore smettete di emettere sentenze che portano alla distruzione delle famiglie (divorzi), all’impoverimento dei padri (sono spesso buoni contribuenti) e soprattutto all’indigenza (ricorso all’assistenza sociale)! Lasciate ai padri ticinesi la possibilita’ di vivere degnamente pagando una giusta pensione alimentare e soprattutto non trattate i padri divorziati alla stregua dei ladri e dei truffatori, condannandoli come tali applicando la legge sull’esecuzione e fallimento (lasciando loro il minimo vitale) solo perche’ hanno sognato una famiglia e hanno desiderato i propri figli! Grazie

    • 19 luglio 2011 alle 09:00

      Mi aggancio all’ultima frase, Uomo Linux, avevo fortemente desiderato la classica famiglia, con moglie, bimbi, casetta, cane e gatto e mi sono “svegliato” tradito dalla moglie, da pretori frustrati, da magistrati d’assalto (Fuori BR dalle procure! vale anche per Ticino, dove anni fa si riciclò in RSI con successo uno di quelli duri) e dal sistema corrotto di clientele e favoritismi. Alla fine sono riusciti anche a riprogrammare mio figlio e cosi sono rimasto un po’ come il soggetto della foto dell’articolo. Ticino ha perso due ditte, un contribuente professionista indipendente, e una fila piuttosto lunga di clienti di banche, fiduciarie e ditte Svizzere, che hanno cambiato destinazione dopo che hanno visto come fui trattato da Manuela ex-Minotti Perruchi, da Matteo Pedrotti e dal sistema. Gli americani direbbero che gli idioti si sono sparati nel proprio piede. Ma cosa d’altro Ti aspetti da un sistema che promuove inetti e incapaci?

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