Delirio d’onnipotenza


Utili idioti

W.T.F. ???

.

– WikiLeaks Task Force (della CIA)?

– What The Fuck (primitivo ma chiaro)?

– Worse Than Failure?

.

La balda e temeraria Manuela ex-Minotti Perucchi provò con me la sensazione della terza variante dell’acronimo. Peggio della sconfitta. Che cosa può essere peggiore della sconfitta per un procuratore pubblico, soprattutto quando un Pretore Penale le regala la vittoria totale? Scoprire, che il perseguitato dispone di risorse per trasformare la farsa giudiziaria in vittoria di Pirro e trovarsi per l’ennesima volta completamente nuda di fronte al pubblico dell’Internet. La verità raccontata con precisione e correttezza che lei, con tutte le connessioni “interne” non può confutare, semplicemente perché non ha ne argomenti ne prove. Però, ha la coscienza sporca più delle piume di Calimero.

Ho già raccontato  nella pagina “Ladri istituzionali” come, da chi e perché sono stato accusato di aver esercitato la professione di Fiduciario in Cantone Ticino. Per i meno addetti devo precisare che la LFid, la legge che regola l’esercizio della professione di Fiduciario, esiste in tutto il mondo solo nello Stato e Cantone Ticino e fu fortemente voluta dalla lobby degli inetti e incapaci consulenti locali con poco nascoste velleità razziste, scioviniste e di protezione della corporazione. Le conseguenze di questa legge si sono viste nel rapido degrado della piazza finanziaria Ticinese, lamenti privati durati due decenni e pubblici piagnistei della scorsa settimana.

Io ho ricevuto il permesso di esercitare la professione di Fiduciario Commercialista nel 1988, mi fu sospesa nel 1989 nel corso di un procedimento penale che si risolse con decreto di abbandono nel 1993, ma non fu mai più ripristinata. Parlerò di questo più in dettaglio e in una pagina separata del blog a tempo e luogo.

Conscio di questo ma anche del fatto che il mestiere, che ho imparato dal grande Tito Tettamanti, era quello che sapevo fare meglio e con miglior rendimento, mi sono organizzato, dapprima con un ufficio a Dublino e, alcuni anni più tardi uno nel Nord-Est di Londra. A Lugano avevo aperto una società di consulenza marketing, che mi serviva per operare con ditte locali ed estere. Allestivo presentazioni, istruivo personale, studiavo le campagne pubblicitarie, assistevo durante le esposizioni e fiere e, a volte, fungevo da intermediario stabilendo i contatti di collaborazione tra ditte e tra individui. Tutto perfettamente legale e consono alle Leggi Svizzere. La ditta pagava le imposte sugli utili e talvolta dazi e IVA sui prodotti che importava, ad esempio i giubbotti antiproiettile per la Polca. Era la mia base. Su questa avevo costruito il mio futuro, la famiglia, lo studio di medicina e le centinaia di paia di scarpe di quella moglie che poi si adoperò con tanta meticolosità a distruggermi. La ditta fu il primo bersaglio di Manuela ex-Minotti Perucchi, anche se non fu mai accusata di nulla. La PP ci passò sopra come un rullo compressore e non lasciò in piedi un solo filo d’erba. Già solo per questo, un collega avrebbe dovuto inquisirla, ma che cosa vi aspettate? Che un PP si metta contro un altro PP solo per una semplice violazione di leggi e regolamenti e difendendo un cittadino perseguitato da una divorziata, isterica, (politicamente) rossa cicciona Manuela? Mai! Collegialità e protezione prima del rispetto della legge e del diritto.

Anche le accuse di traffico d’armi, riciclaggio e pedofilia caddero una dopo l’altra. Nessuna scusa per la grave violazione della privacy e per le accuse aberranti e nessuna misura contro mia ex moglie, denunciante, e il suo avvocato Lorenzo Medici, istigatore. Le armi sequestrate illegalmente, in assenza di qualsiasi reato connesso, non furono mai rese e peggio, alcune letteralmente svanirono. Nell’articolo precedente avevo accusato la PP Manuela ex-Minotti Perucchi di aver agevolato la sparizione di alcuni gioielli tra i quali due pistole storiche incise, dorate e con guancette d’avorio, quattro pistole da difesa e poligono, una mitraglietta, fabbricata dalla mia ditta, e varie altre armi di valore per un totale di oltre 60’000 franchi. Chi tace conferma, dice il proverbio, e la PP tacque, l’Ufficio Armi e munizioni di Bellinzona pure e nessun PP aprì l’indagine. I soldi della vendita di quelle armi spetterebbero a me (sequestro illegale a parte) e l’informazione sul loro destino pure.

Delirio d'onnipotenza

Poi venne il giorno del processo per la presunta violazione della LFid. La PP Manuela ex-Minotti Perucchi non si presentò, lasciando la funzione del PP allo stesso Pretore Penale Marco Kraushaar. Qualunque cosa contraria si dica, un giudice non può vestire la doppia toga. La separazione delle funzioni con PP è indispensabile anche per permettere alla difesa di confutare le tesi d’accusa con un confronto in aula. Alla PP Manuela ex-Minotti Perucchi evidentemente manca il coraggio delle proprie azioni. La gha mia i bal, come si dice in dialetto.

La PP non presentò una sola prova reale della violazione della LFid. Tutto quello che aveva era un vecchio archivio (che non ho portato da tempo all’inceneritore poiché i politici litigavano ancora sulla sua ubicazione dopo lo spegnimento di quello di Bioggio), la testimonianza della mia molto ex segretaria (che non nomino per atto di pietà: non si spara sulla Croce Rossa!) e quella a sorpresa di mia moglie. La segretaria si ricordò del contenuto del PC, che al tempo della sua permanenza part-time non esisteva ancora, manco fabbricato, mia moglie invece farneticava sulle cose, che le sono tanto estranee quanto ad un Keniano il Sole di Mezzanotte. Seconda illegalità di Kraushaar: la moglie non poteva essere udita come testimone avendo con l’accusato una stretta relazione famigliare oltre alla causa di divorzio. Kraushaar non ammise nessuno dei testimoni della difesa ma si preoccupò di far pubblicare la sentenza sul giornale il giorno dopo la prima udienza, nella notte prima di averla emessa. Naturalmente non trascurò dettagli emozionanti e non dimenticò di allegare una propria foto in posa da Napoleone-Imperatore. Penoso. La tesi dell’accusa e del Pretore Penale fu, che io avevo esercitato la professione di Fiduciario Commercialista in ticino, anche se fu provato che andavo sempre io dai clienti (Italiani, Tedeschi, Sloveni, Croati, Romeni, Francesi e Spagnoli) e che l’amministrazione e contabilità erano fatte a Londra da miei impiegati, sempre part-time. Questi non furono ascoltati manco per rogatoria.

Al processo era presente il mio legale del divorzio di allora, Avv. Sebastiano Pellegrini, impreparato per simili contese e confronti e molto troppo floscio anche con il Pretore Matteo Pedrotti. Sostituiva l’avvocato penalista Paolo Sauvain, collega di studio, che si era assentato per servizio militare. Dall’avvocato Sebastiano Pellegrini seppi il giorno della sentenza, che il processo avrebbe potuto slittare di due settimane mandando in prescrizione tutto quanto e lasciando Manuela ex-Minotti Perucchi a bocca asciutta. La posticipazione dell’udienza sarebbe stata concessa per il servizio militare di Paolo Sauvain se Pellegrini si fosse dichiarato incompetente a sostituirlo o a causa di una mia malattia o irreperibilità improvvisa. A saperlo mi sarei ammalato, eccome se mi sarei ammalato: per un mese almeno. Avv. Paolo Sauvain si fece pagare bene e inoltrò il ricorso al TF. Questo fu dichiarato “irricevibile” e cosi mi trasformai nell’unico Fiduciario Commercialista che fu condannato per l’esercizio abusivo della professione in Ticino dove mai l’aveva esercitata.

Pensate ciò che volete, ma pensate, per favore. Io ci ho pensato molto e la conclusione fu sempre la stessa: gli avvocati mi hanno “venduto” e la mia sentenza fu scritta mesi prima del primo atto d’accusa in un altro Palazzo. La violazione della privacy, la distruzione dell’attività professionale, il sequestro e infine la confisca del patrimonio e delle armi erano tutti atti programmati tempo prima. Perché? Lo spiegherò la prossima volta.

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