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Pillole: Denegata Giustizia


Il reato di denegata giustizia può essere perpetrato unicamente dallo stesso apparato di giustizia, in caso nostrano dal Potere Giudiziario. Consiste nel non decidere entro i tempi ragionevoli, come stabilisce anche la Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle liberà fondamentali, firmata a Roma nello stesso anno della mia nascita.

Articolo 6: Diritto a un equo processo

1 Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale,…. omissis.

La CEDU (Corte Europea per i Diritti dell’Uomo) considera nella propria giurisprudenza il termine ragionevole superato quando l’apparato giudiziario non abbia prodotto una decisione entro 6 (sei!) mesi.

In termini pratici nostrani questo significa che TUTTI i procedimenti del famigerato Palazzo di Giustizia di Lugano sono un reato punibile ai termini CEDU.

In questi tempi ho ricevuto decine di lettere di padri e dei loro avvocati che attendono una qualsiasi risposta ai loro ricorsi da parte della Pretura 6 e dal Tribunale d’Appello, dai tempi dei dinosauri o quasi. Particolarmente indicativa una documentata e verificata con l’avvocato dell’interessato. Attendono una qualsiasi risposta dal Tribunale d’Appello da due anni. Due anni! Non è una causa da 100 Franchi ma un ricorso per l’affido dei bambini. Il trucco? Attendono anni per poi decidere che non si può più cambiare la situazione de facto creata da loro in favore della madre, anche se in verità i minori chiedono l’affido al padre e se a certi termini occulti (soldi!) pure la madre accetterebbe questa soluzione. Ho scritto in un altro articolo che i primi ad abusare dei bambini sono i Pretori e i Giudici, compreso il (poco) Onorevole Presidente del Tribunale d’Appello, Avv. Giorgio Bernasconi. Tutti condannati dalla CEDU!

La domanda è: perché? Perché i Tribunali e le Preture ritardano le procedure. In primis, poiché così nel rapporto al Gran Consiglio risultano più cause aperte e la conseguente necessità di più personale (Avv. Marcellini lo ha detto: ridurre ad un terzo il personale per risolvere il problema del sovraccarico del lavoro!).

In secondo luogo per esaminare bene le persone sotto processo, non la causa e lo stesso ricorso. I tribunali non esaminano le cause ma decidono sulla base di chi è o non è implicato. Per gli amici la legge s’interpreta, per i nemici si applica con durezza – Avv. Rosangela Locatelli docet. Proinde audi nescire!

Il terzo punto, forse il più importante, lo toccò venerdì il Presidente del Consiglio Italiano, Cav. Silvio Berlusconi: la Giustizia e sovversiva! Quella Italiana e quella Svizzero-Italiana. Rossa, inquinata e “rivoluzionaria” nel senso più bieco del termine. Berlusconi propone “una commissione d’inchiesta per accertare l’esistenza di un’associazione a delinquere a fini eversivi all’interno della magistratura”, in modo da curare una vera e propria “patologia della democrazia”. Io l’ho scritto sulla pagina Premessa e Prologo di questo blog il 6 marzo scorso. La giustizia è subordinata a ideologie vecchie e travolte dalla storia, persegue obiettivi di chi non è riuscito a farsi eleggere e tenta di dettare il futuro nostro e dei nostri figli secondo la propria ignoranza e le proprie idiosincrasie. Gente con bipolarità del tipo I (uno) in libera circolazione invece che rinchiusa all’ONC. Quella di Berlusconi sarà Italia ma a me ricorda tanto il Cantone Ticino.

Ai tempi della gloriosa Gazzetta Ticinese scrissi un articolo che provocò molte discussioni al Palazzo di via Pretorio e in quello delle Orsoline. Sostenni che la nomina dei Magistrati da parte del Gran Consiglio era una contradizione e una negazione della separazione e dell’indipendenza dei poteri; politico e giudiziario. Proposi il Consiglio della Magistratura (che effettivamente vide la luce diversi anni dopo) e la nomina dei nuovi Magistrati a concorso pubblico e dopo le valutazioni tecniche da parte della commissione indipendente (e di questa non se ne fece nulla). Mi arrivarono commenti anche da parte di membri della stessa Magistratura, come Avv. Agnese Bianchi Balestra, ma non cambiò nulla e la situazione è oggi la stessa di quarant’anni addietro: gli avvocati entrano in Magistratura se rispondono a criteri politici e se il loro partito ne ha diritto secondo il famigerato manuale Cencelli. Così arrivarono al Palazzo praticamente tutti: incapaci ma raccomandati dal partito e quindi servi agli ordini dei padroni. Ticino potrebbe avere la migliore Magistratura d’Europa se solo cambiasse le regole di nomina e mandasse i dinosauri a dormire sotto i ponti, senza pensione e senza il patrimonio che supera quello del loro stipendio legalmente percepito.

Invece abbiamo quello che ci meritiamo per non aver avuto il coraggio e la forza di cambiare. Il meccanismo escogitato dal Potere è assai semplice (non sono delle grandi menti!) e funziona sempre. Il Potere Politico detta le Leggi che raccolgono sufficiente consenso per consentire il mantenimento al potere della classe. Il Potere Giudiziario decide in modo indipendente e spesso violando sia le Leggi che i Codici di procedura, ma crea la giurisprudenza sovversiva alla quale poi si riferiscono altri giudici nei processi simili. In apparenza il Legislatore è “fregato” ma in pratica i Giudici agli ordini dei partiti fanno proprio ciò che si chiede a loro: fanno politica. Svizzera non ha una Corte Suprema e l’ultima istanza valida è quindi il Tribunale d’Appello. Il Tribunale Federale non è parificabile alla Corte Suprema già che non può decidere sulle sentenze stesse ma solo sulla loro conformità alla Legge e alla Giurisprudenza.

Jean Zigler

E qui casca l’asino! Il Tribunale Federale non può, alla pari di Corti Supreme degli altri paesi civili, decidere sulla incostituzionalità di qualsiasi legge Cantonale o Federale. In pratica questo significa che il Legislatore Svizzero, Cantonale e Federale, può trasformare in Legge qualsiasi cavolata, anche palesemente in contrasto con la stessa Costituzione della Confederazione Elvetica, senza che qualsiasi organo Giudiziario possa opporgli il veto. Senza la Corte Suprema, la Confederazione Elvetica è da 700 anni alla mercè delle Grandi Famiglie, come lo ha ben descritto l’On. Prof. Jean Zigler nel suo libro: Une Suisse au-dessus de tout soupçon (“Una Svizzera al di sopra di ogni sospetto”, di Jean Zigler – 1976 – Mondadori).

In questo gioco siamo tutti uguali ma alcuni sono più uguali degli altri, come disse Thomas Jefferson. I “più uguali” sono quelli che possono pagare gli avvocati più temuti e più ammanicati. Quelli, i giudici del Palazzo spesso non li toccano nemmeno per timore reverenziale verso il capitale. L’assurdo nella vicenda è che una parte importante dei giudici è di sinistra, quelli che in teoria dovrebbero avercela a morte con i ricchi.

…. e i bambini, il nostro futuro, la nostra immortalità e il nostro scopo della vita, perdono. Nel nome della Internazionale Socialista, delle ideologie morte e dei molluschi ciechi, conformisti e corrotti.

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  1. 7 gennaio 2013 alle 22:52

    La malagiustizia in Svizzera, non riguarda solamente i casi di separazione matrimoniale o l’affidamento di un figlio,ma specialmente quando riguardano le malefatte delle grandi banche. E verissimo quanto ho letto che le tendenze politiche degli avvocati e magistrati sono importantissime per quanto riguarda le sentenze emesse dal tribunale d’appello di Lugano. Ne ho pagato l’esperienza personalmente. Il mio Avv..E.A., dopo una costozissima perizia di parte raccomandata dallo stesso e durata la bellezza di 3 anni (causa la lentezza della banca a fornire i documenti) , alla luce delle prove inconfutabili venute fuori, riguardo alle malversazioni commesse dalla banca e riconosciute pure nei considerandi della sentenza emessi in gran parte dai giudici cantonali, e da un primo giudice ,(oggi in pensione). decise di intentare un processo civile alla banca. Il mio Avv. ebbe l’astuzia di saltare il primo grado di giudizio, rivolgendosi direttamente al tribunale d’appello di Lugano.

    L’istruttoria durò la bellezza di quasi 7 anni, e neccessitò di un’altra costozissima perizia giudiziaria questa volta, la quale confermò l’esito della perizia di parte. Ciononostante ,tutte le prove a carico della banca, il 2° giudice , Werner Walser accolse soltanto le proteste “insostenibili ” della banca C.S. e ignorando tutti i considerandi emessi a mio favore ,emise una sentenza ovviamente a favore della banca. A Nulla valse il mio ricorso alla corte federale di losanna, che pure lei non tenne nessun conto della perizia giudiziaria come dei considerandi emessi dai giudici cantonali e della sentenza grossolanamente dissonante emessa dal T.A.
    di Lugano. . Questa tortura di 10 anni mi costò i risparmi di 40 anni di lavoro, Nel 2010 , senza più un soldo per ottenere giustizia legalmente,èro pronto ad abbandonare la mia lotta e sete ( nonchè bisogno) di giustizia.
    Ebbi la fottuna di conoscere un importante studio legale , che dopo aver studiato il caso, accettò di eseguire un ricorso presso il CEDU , su base di una percentuale.
    Il ricorso fù presentato in tempo e nel migliore dei modi nel 2010. Da allòra più nessuna notizia .Potete immaginare lo stress che stò passando insieme a mia famiglia, ,essendo oggi ridotto in miseria. Forse la potente banca è riuscita ad ” influenzare” anche il CEDU?? Forse non vivrò abbastanza a lungo per saperlo. Così è la vita.. Cè qualcuno che può raccogliere il mio grido di rabbia e aiutare??

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