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Pillole: Morgenstern


Luci della ribalta: la iperplasia

Dr. Gianfranco Soldati punta il dito su ex PP Paolo Bernasconi. Nel suo articolo su Il Paese del 18 marzo 2011 (http://www.ilpaese.ch/default.asp?titolo=Paolino+colpisce+ancora&sezione=Prima+Pagina&articoloid=5730) il presidente onorario dell’UDC elargisce ai giovani del suo partito una lezione di storia della “giustizia” Ticinese che segna anche il declino morale del Palazzo di Giustizia di Lugano. Io c’ero e posso ardire una critica e supporto a quanto esposto dall’amico Gianfranco. Conobbi Paolo Bernasconi e la sua iperplasia in prima persona. Lavorando per una grande fiduciaria Ticinese fui incaricato di passare al setaccio circa due quintali di carte, sequestrate da Bernasconi a un “affarista” Italiano, che vendeva appartamenti a Puente Romano (Marbella – Spagna) in realtà di proprietà della Principessa Ira von Fürstenberg  e del suo primo marito il Principe Alfonso von Hohenlohe-Langenburg. I miei dubbi sui reali attori della commedia (eventuali complicità e spartizione del “bottino” di circa 4.5 milioni di Franchi) erano tanti, soprattutto dopo due visite-intervista alla Stampa all’indagato, ma a Paolo Bernasconi non interessava la verità. Aveva puntato sulle luci della ribalta e voleva la condanna dell’arrestato prima che la notizia fosse relegata alle pagine di cronaca dei quotidiani.

Due anni prima conobbi un’altra vittima del “grande” PP d’assalto: il direttore della fallita Banca Vallugano. Me lo presentarono i servizi sociali della Stampa con preghiera di assumerlo in prova mentre era in regime di semi-liberta. Non credetti ai suoi racconti ma da qualche anno a questa parte credo di dovergli delle scuse. Fu interrogato dal segretario del PP e tutta la sua condanna fu montata su un presupposto riconoscimento di firma (“si, sembra mia”). Nessuna perizia, nessun’accusa documentata. Un giorno gli chiesi consiglio: pensavo di seguire le orme di mio nonno materno (un Maestro) ed entrare nella Loggia Massonica ma di quella Luganese non sapevo nulla. Mi rispose con una sola frase: “Non ci pensare nemmeno, entri in un covo di briganti e non ci esci mai più vivo!”. In quell’occasione mi accorsi per la prima volta che il Palazzo di Giustizia di Lugano e quello della Loggia Il Dovere erano affiancati, come l’antica Loggia Massonica e il Palazzo Pretorio in Piazza Tito (!) a Koper-Capodistria. Da leggere: http://massoneriaelogge.blogspot.com/2010_04_04_archive.html

Il cliente

Conobbi anche il figlio del fu ing. Orazio Bagnasco. Siamo quasi coetanei e quando litigò con sua madre, mise la branda nel mio soggiorno. Chi non conosce oggi la storia di questa messinscena vergognosa della Magistratura Ticinese se la vada a leggere al: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/07/il-caso-europrogrammi-nel-1969-il.html ma io la senti di prima mano e in tempo reale. Fa la differenza.

L’iperplasia della quale parla Gianfranco, è altamente contagiosa e dopo Paolo Bernasconi si sono infettati in primis Carla del Ponte e poi di fila tutti i piccoli e grandi nomi del “Potere Giudiziario”. Oggi è endemica e conosco (personalmente!) una sola Pretora che ai tempi andava controcorrente; in tacchi a spillo di 12 cm e tubino ben ripieno sopra e sotto la cintura.

La decadenza....

Ora, che abbiamo quale presidente del Tribunale d’Appello l’avv. Giorgio Bernasconi, solo un antidoto specifico può salvare il Ticino da ulteriori scempi e distruzioni. Già, poiché la giustizia politicizzata e mirata contro le persone e non alla persecuzione del crimine, protegge pochi, distrugge molti e nulla crea. Questo blog lotta per i padri perseguitati ma quanti se ne potrebbero fare per le persecuzioni economiche, fallimenti mirati e pilotati, furti di contratti e saccheggi di patrimoni personali nello stile di espropriazioni proletarie a beneficio di qualche Carlo de Benedetti nostrano e importato? Iniziamo bene Gianfranco: diamo a loro nome e cognome! Ora.

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