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Pillole: madre


Le madri non sono quell’ammasso di bontà e attenzione che ci propina la idealizzante propaganda femminista.

Sono egoiste, violente, false, bugiarde e traditrici come o forse più degli uomini. Dimostratemi che non è vero! D’altronde, perché dovrebbero essere differenti da noi uomini proprio in questo, quando in tutti gli altri campi protestano la loro uguaglianza. La loro immagine buona, proiettata alle masse è quindi pura propaganda e bugie. In quest’articolo però non voglio teorizzare quindi passo immediatamente all’esempio concreto: il mio!

Inizio una serie di pillole; articoli brevi incentrati su un solo fatto.

Questa è la volta di violenza sui bambini.

I fatti:

Mio figlio tornò dalla vacanza estiva 2006 in Sud-Italia radicalmente cambiato. Cercava coccole in eccesso, non voleva uscire a giocare con i compagni ed era ossessivamente appiccicato a me. Al principio mi sentivo lusingato, poi ho notato che s’inventava scuse per non tornare dalla madre dopo i fine settimana passati con me …. E poi, esplose!

Bugiarda.....

Il 31 gennaio 2007 iniziò la seguente discussione per sms con sua madre.

Il nome del figlio è stato sostituito con Xxxx per proteggerlo. La vera iniziale del nome della madre non è M.

Mercoledì

31.01.2007 ore 10:15 Padre:

• Posso chiamarti ora per parlare di Xxxx (figlio), per favore?

31.01.2007 ore 10:17 Madre:

• Sono in riunione

31.01.2007 ore 10:21 Padre:

• Vorrei sapere cosa ha Xxxx e prenderlo a casa mia. Sarebbe molto meglio che farlo stare con la portinaia. Mandami un sms quando posso chiamarti, pf.

31.01.2007 ore 11:54 Padre:

• Sei ancora in riunione? Possiamo parlarne per favore?

31.01.2007 ore 12:54 Madre:

• Xxxx ha avuto un mal di testa/pancia non grave. Per il pomeriggio abbiamo deciso che lo passa con i bambini dei vicini. Domani sarà con te. B giornata.

31.01.2007 ore 13:09 Padre:

• Non sei convincente. Se Xxxx sta male da non andare a scuola non può giocare con bambini e se ha solo un piccolo mal di testa, perché non è andato a scuola?

31.01.2007 ore 13:15 Padre:

• Se Xxxx non va domani a scuola, Ti chiedo di autorizzarmi di andarlo a prendere ora. Non trattarlo male. Tra poco c’è udienza a (omissis). Ti conviene pensarci.

31.01.2007 ore 21:12 Padre:

• Se Xxxx non va a scuola domani, Ti prego di avvisarmi che vengo a prenderlo prima che vai al lavoro, pf.

Giovedì

01.02.2007 ore 00:09 Padre:

• Almeno questa volta puoi darmi una risposta in tempo utile? Per favore.

01.02.2007 ore 09.03 Padre:

• Dove vado a prendere Xxxx? Sta in casa o a scuola?

01.02.2007 ore 09:14 Madre:

• Scuola. Tutto regolare. Ciao. M

01.02.2007 ore 15:19 Madre:

• Mi hanno chiamata dopo pranzo dall’Elvetico per prendere Xxxx che non stava bene (sembra una forma influenzale). Ora siamo a casa, gli ho dato del paracetamolo. Non andra a scuola slovena, di conseguenza passerete la serata insieme lunedi. Io rimango a casa con lui per vedere come si evolve la situazione. Madre”

01.02.2007 ore 15:21 Padre:

• Vengo a prenderlo. Che medicine gli devo somministrare e quando?

01.02.2007 ore 15:25 Madre:

• Non e necessario, sono a casa con lui per questo. Lo puoi sentire quando vuoi, meglio più tardi quando si calma il mal di testa.

01.02.2007 ore 15:26 Padre:

• Scusa? Xxxx da oggi sta con me. A proposito: ti hanno licenziata?

01.02.2007 ore 15:29 Madre:

• Leggi meglio l’impostazione dei diritti di visita. Buon pomeriggio. M”

01.02.2007 ore 15:34 Padre:

• Calma, ragazza! Perché non me lo hai detto. Lo avrei preso io. Voglio sapere da un vero medico che cosa ha mio figlio e voglio che stia con me invece di essere affidato ad una portinaia. Perché ti ostini tanto? In fin dei conti ti faccio un favore. Forse ci sono ragioni nascoste, che io non devo conoscere?

01.02.2007 ore 16:09 Padre:

• Ragiona: se curo io Xxxx, tu puoi continuare a lavorare e Xxxx starà certamente meglio qui che a casa Tua con la portinaia. Se Ti ostini, io penso che mi nascondi qualcosa e faccio intervenire i servizi sociali. Se ad Xxxx succedesse qualcosa di grave, non oso pensare alle conseguenze. Ti conviene?

01.02.2007 ore 16:27 Padre:

• Tutto questo solo per far saltare la messa di Don Bosco e la Scuola Slovena di Xxxx. Lunedì lo prendo io a scuola. Rileggiti il diritto di visita.”

01.02.2007 ore 16:34 Madre:

• Ti avevo gia scritto nel primo messaggio che avresti passato la serata di lunedi con Xxxx…vedo che ora la pensiamo allo stesso modo. Meglio così. Ciao. M

Venerdì

02.02.2007 ore 09:16 Padre:

• Dov’è Xxxx?

02.02.2007 ore 09:17 Madre:

• A casa con me

02.02.2007 ore 09:35 Padre:

• Allora Dio esiste! O sei stata veramente licenziata da (omissis) o sei rincitrullita del tutto a marinare il lavoro quando Xxxx potrebbe benissimo stare con me.

02.02.2007 ore 09:40 Madre:

• Una buona giornata pure a te.

I servizi sociali rifiutarono d’intervenire, il Pretore pure e il diritto di visita non potè essere esercitato.

Poi finalmente, dopo 9 giorni mio figlio venne da me. Ve lo faccio raccontare da Dr. Med. Corneliu Fratila del Pronto Soccorso dell’Ospedale Civico di Lugano

Segui una lunga diatriba con udienze e teatrini prodotti da Pretore Matteo Pedrotti, dalla madre, dal convivente e dall’avvocato Lorenzo Medici. Secondo loro, tutto quello che dichiarò il medico del Pronto Soccorso era una mia invenzione, Pedrotti mi disse in faccia che sono stato io a presentare la denuncia per fare i miei “giochini” e mio figlio non è mai stato picchiato. Sempre secondo loro, tutto quello che aveva scritto lo psicologo, Dr. Marco Schiavi, che con un esame psichico del ragazzo confermò la diagnosi del Pronto Soccorso, erano bugie e io ero il padre cattivo, che aveva inculcato a suo figlio (sempre secondo Pedrotti) le favole da raccontare ai medici. Non sono arrivati a dire che fossi stato io a picchiarlo, ma ci mancò poco. Matteo Pedrotti non sanzionò né la madre né il convivente e a un anno di distanza la storia si era ripetuta con lo stesso copione. La madre che “rapisce” il figlio da scuola per non fargli fare la visita al padre, complice la maestra dell’Elvetico (quella che dava un sei in matematica alla bobba tranquilla e un quattro a mio figlio poiché irrequieto anche se molto bravo), il ragazzo che sparisce per una settimana e poi arriva in questo stato:

Calci del convivente della madre…..

Con queste gambe e con queste scarpe, comprate un mese prima dal padre. Evidentemente la madre o il convivente le avevano intenzionalmente distrutte.

Scarpe nuove ...... distrutte!

Che fece Matteo Pedrotti? Tolse le vacanze del bambino al mare con papà e lo mandò in Italia meridionale (stessa spiaggia – stesso mare dove l’anno precedente fu selvaggiamente percosso dal convivente della madre) con madre e con il suo convivente. Che fiducia possa avere un ragazzo, trattato in questo modo nelle autorità giudiziarie? Solo odio verso tutti.

Che successe con il foglio di segnalazione del Pronto Soccorso, mandato dallo stesso Ospedale Civico ancora nella notte alla Magistratura? Assolutamente niente. La Sost. PP Chiara Borelli emise il 20 marzo 2007 un decreto di non luogo a procedere per la denuncia che in gennaio mi fece l’avvocato Lorenzo Medici per diffamazione, ingiuria, calunnia e minaccia. Per gli atti denunciati dall’Ospedale fui chiamato dalla Commissario Capo della Polizia Cantonale Michela Gulfi Rigamonti. La poliziotta promise pronta e spedita indagine, poi il giorno stesso di una mail di sollecito in marzo, il messaggio mi ritornò indietro: la CC Michela Gulfi volò a Sharm-el-Sheikh per una indagine sui coralli rossi, vongole e pesci-palla. Il suo collega invece mi “invitò amichevolmente” a non premere la CC se non voglio “problemi”.

Matteo Pedrotti, hai ancora il coraggio di dirmi che sono un padre “difficile”? Si, per Te! Per lo psicologo Dr. Marco Schiavi sono un “papà orso” che protegge il proprio cucciolo al costo della propria vita.

nel muro c’è una finestra e la finestra porta a un ponte segreto e io voglio la chiave per vedere il fiume incantato

Sofferenza di un bambino (scritta da mio figlio a 11 anni)

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