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Un po’ di teoria sessuale


Sottoceneri visto da Moschèra (Bigorio)

Uno giusto

Dr. Schiavi si é messo in proprio poiché ne aveva piene le scatole dei pretori e assistenti sociali, che interpretavano invece di leggere le sue perizie, quando semplicemente non le ignoravano. Il mansionario é chiaro: lo psicologo esamina il bambino e fa il rapporto. Suo compito non é confrontare e confrontarsi con i genitori. Questo fa parte del mansionario del Pretore. Nella maggioranza dei casi (totalità?!) le pretore ascoltano solo la madre (spesso isterica, rancorosa, vendicativa – per che cosa poi?) o addirittura solo se stesse e tagliano a pezzi il bambino! Ci sono anche i giochi di ping-pong, ma questo solo nei casi in cui si vogliono liberare del genitore che ha ragione ma, che secondo loro non dovrebbe averla. Spesso le pretore e le assistenti sociali provano invidia soprattutto verso i padri professionisti di successo, peggio ancora se intelligenti e un po’ macho.

La madre di tutte le nefandezze

Qui entriamo nel campo legale e sociale. La legge e la giurisprudenza, che hanno cancellato il concetto di colpa nelle cause del divorzio, hanno prodotto il caos. L’uomo é per sua natura propenso alla poligamia sessuale (amanti!) ma pretende la fedeltà assoluta dalla madre dei suoi figli. L’uomo interpreta l’infedeltà della moglie come un attentato alla propria famiglia e fine del senso fondamentale dell’unione coniugale. In verità vi sono pure ragioni biologiche ed economiche fondamentali: i figli concepiti dalla moglie fedifraga con l’amante saranno cresciuti come cuculi dal marito, mentre quelli eventualmente concepiti dall’uomo con l’amante mai saranno a carico della moglie. Il concetto psicologico é pure diverso. L’uomo nella stragrande maggioranza dei casi ama sua moglie e considera l’amante come avventura, divertimento occasionale e spesso come estensione dei giochi erotici, che la moglie non concede. L’uomo non cambia la moglie con l’amante, mentre la moglie lo fa quasi sempre. Tant’è che gli uomini scoprono abbastanza facilmente l’infedeltà della moglie se appena sanno vedere i cambiamenti comportamentali della stessa.

Le donne-mogli sanno, che i mariti amano la sua famiglia e i propri figli e la proteggono dagli estranei e per questo spesso perdonano l’avventura occasionale o persino tollerano l’amante, che in un certo senso le libera delle esigenze troppo gravose nell’ambito sessuale. Gli uomini, per loro natura biologica (ormonale) e lo stimolo psichico (arrivismo politico, economico e sociale) richiedono molta più attività sessuale di quanto una donna di mezza età sia desiderosa di concedere e/o pretendere. Politica, denaro e successo sociale sono tutti sesso. L’uomo si compra la vettura “importante”, si fa eleggere, fa soldi e si fa fotografare a bordo del suo panfilo per un solo scopo: promuovere l’immagine del proprio pene, ottenere sesso e fare figli. I figli sono la nostra immortalità, e l’utero femminile e l’unica cosa che manca all’uomo per averli egli stesso.

L’amante

Il divertimento a letto é pari e parallelo a quelli dell’osteria, del club, dello stadio e delle vacanze, l’amante é solo la vagina e ha il valore uguale agli altri hobby. La moglie no. La moglie é l’utero, il nido, la sicurezza, il rifugio e il futuro. La moglie fedifraga é un pericolo sociale e lo é sempre stata, poiché distrugge lo scopo primordiale della famiglia, quello di garantire al marito e a se stessa l’immortalità, la sicurezza per se e per i propri “offsprings” e una società sana e prospera. Il concetto di colpa deve essere ripristinato ed entrambi i genitori devono essere valutati al pari livello prima di affidare i figli a uno di loro. Questo vale anche per le conseguenze economiche del divorzio. Il marito non deve pagare la moglie se questa aveva provocato il divorzio. Le donne devono scegliere dall’inizio la propria posizione sociale: se vogliono praticare la poliandria, non si sposino e non creino una famiglia, per il bene dei bambini. Al pari degli uomini che non credono nei valori famigliari e non sono disposti di prendersi a carico la moglie, la prole e la suocera.

I figli

Altra ragione contro il divorzio, così come oggi praticato dai tribunali, é la separazione dei figli dal padre. I bambini hanno bisogno del padre e non solo affettivamente. Nell’ambito educativo la madre e il padre si comportano in modo molto diverso. La madre é molto protettiva e perdona qualsiasi manchevolezza del figlio, soprattutto maschio. La madre in maggioranza dei casi non accompagna il figlio nel suo sviluppo psichico e fisico adolescenziale anche perché non lo capisce. Il caso della maestra di mio figlio é emblematico: in matematica e fisica ha preso un 4 anche se la maestra ammise che sapeva rispondere con competenza e abbondanza a tutte le domande, mentre la sua compagna di classe ha preso il 6 anche se a metà delle domande non ha risposto affatto. Interpellata, la maestra si difese dicendo che mio figlio é irrequieto e provocante mentre la bambina é calma e tranquilla, quasi invisibile. Le femmine calme e tranquille, anche se scarse, ricevono quindi voti in matematica e fisica migliori. La maestra non ha capito nulla, come spesso non lo capiscono le madri. I figli maschi crescono e sono irrequieti poiché i loro ormoni dettano legge. Per questo giocano al calcio fino all’esaurimento, si picchiano, fanno le marachelle e disubbidiscono. I figli hanno bisogno del padre, che non ne fa una tragedia del ginocchio sbucciato e dei lividi, trofei della partita di rugby, ma che lascia loro esperimentare il limiti e la forza. Io stesso ritornavo a volte a casa con lividi per cadute con skateboard, colpi di boma in barca e tagli dalle conchiglie esplorando i fondali marini per e con mio figlio. Le madri non capiscono la felicità del ragazzo, che riporta alla superficie da 6 metri di profondità per la prima volta un paguro rosso e aspetta che venga fuori dalla conchiglia per fargli gli sberleffi. I figli hanno bisogno del padre per crescere sani e chi gli toglie la presenza paterna é semplicemente un criminale socialmente pericoloso e irresponsabile.

La guerra

Credo, che ogni società ha bisogno a volte della guerra. Mi rendo conto, che questo concetto é abbastanza estremo ma mi spiego. Vista da fuori, la Svizzera é una costruzione piramidale gigantesca. Purtroppo, come consumo delle risorse, la piramide é rovesciata e la parte produttiva si trova nella sottile punta inferiore. Ai livelli superiori ci sono fette sempre più larghe della popolazione che vive sulle spalle degli altri, pretende di comandare e decidere e “rompe le scatole” a tutti. Una pletora di operatori sociali, psicologi, membri di Commissioni Tutorie, uffici di conciliazione, consulenza, controllo, esecuzione e punizione, letteralmente rapina i soldi sia dallo Stato che dai singoli cittadini della prima fascia. Più sopra viene il fisco (a perpetrare altre rapine), il “Potere Giudiziario” enorme e sovra dimensionato, che produce solo carta e distrugge tutto quello che riesce, ed infine un Gran Consiglio ed un Consiglio di Stato con tutto l’apparato inferiore fino ai Comuni più remoti e uffici di ogni tipo, che serve unicamente a saccheggiare e ripartire il “bottino” tra “amici”. Facile ad intuire che, tra imposte dirette ed indirette, multe, aggravi, tasse, “spese”, IVA e distruzione di patrimoni, questo apparato consuma tra 75 e 80 % degli introiti totali, metà del rimanente va direttamente nelle tasche di 2 % della popolazione (di quelli che contano) e meno del 10 % resta per gli altri 300’000 e più Ticinesi della prima fascia, che sono poi quelli che producono la totalità degli introiti.

La rivoluzione

Solo una rivoluzione o una guerra può far cessare questa situazione perversa in modo repentino e totale. Purtroppo, l’esperienza passata insegna, che le rivoluzioni cambiano le persone di controllo ma non il sistema corrotto. Le guerre sono migliori, poiché spesso eliminano fisicamente i “papponi” e la necessità di ricostruzione nel dopoguerra riunisce le forze sane e le persone che producono e non concede spazio ai parassiti sociali e avvocati nullafacenti.

La rinascita

La vita é un ciclo. Dopo la guerra o la rivoluzione (spesso contemporanee) la vita rincomincia e ci vogliono molti anni prima che si arriva ad un’altra situazione di disastro morale, sociale ed economico come quello attuale. Non diamo la colpa all’economia, al petrolio e a tutti gli altri fattori esterni. La benzina costerebbe 60 centesimi se non ci fosse lo Stato a depredarci della differenza e poi critichiamo i Paesi produttori, che guadagnano la fetta più piccola. Le tasse non supererebbero la decima, di memoria medievale, se all’incasso non si presentassero eserciti di inutili e dannosi parassiti. Tutte le leggi non riempirebbero un libretto di 100 pagine se fosse abolita la falsa necessità di nutrire la polizia, i giudici e gli avvocati. Stiamo producendo i criminali e associali per poter richiedere più polizia, più “Potere Giudiziario”, più avvocati e più assistenza sociale. Parassiti invece di costruttori, sanguisughe invece di produttori. Poi un giorno arriva la catarsi. Raggiunto il limite, tutto crolla e la gente si chiede: Come mai? e commenta: che tempi! I bei tempi di una volta non esistono e non sono mai esistiti. La situazione presente é il risultato di una lunga e perversa evoluzione e quelli più anziani hanno la colpa maggiore, poiché avevano avuto più tempo per vedere, capire e reagire, e non l’hanno fatto.

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  1. Uomo Linux
    23 maggio 2011 alle 03:40

    Profondo e completo, quest’articolo analizza a largo spettro la realtà attuale, tanto che forse più di uno resta intimidito e non osa commentare.

    Vorrei sottolineare come da sempre in Ticino si adotti a mo’ di slogan occulto la mitica frase pronunciata da Tancredi ne “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, ossia “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!”.
    Cambiano le tradizioni, i modi di vita, le leggi, … ma per “il popolo” (gli altri 300’000 e più dell’articolo) tutto resta sempre uguale. Forse uguale uguale no, diverso per coloro che si ritrovano intrigati nei meandri delle leggi che sono cambiate “in parte”, lasciando vuoti legali interpretabili a piacimento da pretori e avvocati e avallati o contestati poi dai giudici. Nulla è chiaro, la legge può essere interpretata e farne le spese è sempre “il popolo”, a vantaggio esclusivo dei pochi eletti, “quelli che contano”.

    La vecchia tecnica politica del “divide et impera” funziona sempre, anche e soprattutto alle nostre latitudini e ai giorni nostri. Lo scopo di quel 2% che conta della popolazione è chiaro: distruggere le famiglie e far litigare le persone fra di loro, affinché non trovino mai la possibilità di unirsi e lottare contro coloro che “arraffano a mani piene” (in tutta legalità) il frutto del loro sudato lavoro.

    Perché il concetto di colpa è stato eliminato? Chiaramente per “facilitare” le cose in caso di divorzio (in realtà si facilita solo la richiesta del divorzio, poi si complica il tutto)! Non per nulla oggi ci ritroviamo con la metà delle coppie che si dividono e grazie a certi pretori si mettono pure a litigare (anche se avevano una convenzione pronta e volevano separarsi bonariamente).

    Gente, è ora di svegliarsi e di guardare in faccia la realtà: non è certo colpa di vostra moglie o di vostro marito se oggi state litigando ferocemente in tribunale contro colui/colei che avete amato e dal quale/dalla quale avete magari avuto dei figli; la colpa è dello Stato che vi spinge a litigare fra di voi per poter continuare imperterrito e indisturbato a dominare!

    Vi siete mai chiesti chi ci guadagna in tutto questo? Di sicuro voi no e i vostri figli men che meno!

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