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Assassinio del “personaggio” – Julian Assange


In assenza di argomenti si difama il messaggero....

Le rivelazioni di WikiLeaks hanno scatenato il fuoco di fila dei media in tutto il Mondo e hanno cambiato il volto del giornalismo. Julian Assange, il leader di quest’organizzazione è salito rapidamente alla ribalta, inizialmente per l’attenzione senza precedenti del pubblico alle rivelazioni di WikiLeaks. Poi scandali sessuali e le campagne diffamatorie, accompagnate dalle minacce da parte del Pentagono, l’hanno gettato ulteriormente nell’occhio del ciclone dell’attenzione pubblica. La retorica di alcuni politici di destra ed esperti Statunitensi è cresciuta fino al punto di ventilare richieste per il suo omicidio. In molti sono rimasti incollati al continuo flusso di notizie sull’evoluzione del processo d’estradizione in Svezia, mentre le rivelazioni di WikiLeaks continuavano senza sosta.

Un assassinio è l’uccisione intenzionale di una persona importante per scopi politici. La morte di John F. Kennedy ha sconvolto il mondo con i giornali e le TV che trasmettevano la sua tragica fine. Poco dopo che il dottor Martin (Luther ndt.) King ha pronunciato a New York, nella chiesa di Riverside, un discorso contro la guerra in Vietnam, la sua voce è stata troncata dalla pallottola di un assassino.

Gli obiettivi politici possono essere raggiunti però anche tramite l’assassinio mediatico del personaggio. Quando qualcuno, che pensa e agisca in maniera indipendente, risalta sulla scena pubblica o che il suo lavoro contrasta con quello delle persone al potere, spesso subisce l’assassinio del personaggio. La macchina diffamatoria mediatica si mette in moto sulle colonne dei tabloid dipendenti o organi d’informazione partigiani. Qualunque sia il metodo, lo scopo finale è lo stesso – la morte dei loro personaggi, attivi come agenti di cambiamenti positivi, gettati nell’abisso della dimenticanza collettiva. Qual è la differenza da un assassinio fisico? L’assassinio di un personaggio è l’uccisione di qualcuno nella coscienza collettiva. L’assassinio fisico si fa con una pallottola, mentre la calunnia è un processo graduale di distruzione dell’immagine, che toglie alla persona, la capacità di agire liberamente in pubblico. Questo processo avviene senza la consapevolezza del pubblico, delle macchinazioni e delle vere intenzioni dietro gli eventi, e spesso senza scoprire chi tira veramente il grilletto.

Assange emerse nella percezione del pubblico con un’inventiva e carisma freschi, e con un impegno incrollabile a favore della libertà d’informazione. Tra chi ha sete di cambiamento vero, l’esempio di Assange ha prodotto un senso di grande attesa. NewStatesman (2010) l’ha nominato nella lista delle cinquanta persone che contano nel 2010 e ha vinto il sondaggio tra i lettori di Time Magazine per il Personaggio dell’Anno, mentre occupò il terzo posto nelle preferenze della redazione. Assange però divenne presto una figura controversa. La sua immagine è stata rapidamente oscurata da parole come traditore, terrorista tecnologico e militante nemico. Ex colleghi e partner mediatici si sono uniti alla mischia con pezzi da lancio mediatico ostile, con articoli e libri-verità che lo ritraggono come tiranno, instabile o imprevedibile.

Allora, come si compie un assassinio del personaggio? A differenza dall’omicidio fisico, è raramente compiuto da un singolo individuo. Il lento processo di morte avviene in pubblico. La velocità e l’efficacia del proiettile sono incrementate dalla conformazione del pubblico nell’accettare la manipolazione d’immagine del bersaglio.

Nel libro La Civiltà Inconsapevole (Il Saggiatore 1999, ndr.) John Ralston Saul aveva scritto che “in una società corporativa, molte persone in posizioni di responsabilità … vengono premiate per il controllo del linguaggio”. “La conoscenza è potere” (p. 43, originale in Inglese del 1995). Questo controllo del linguaggio è usato per manipolare la percezione. Coloro che diventano professionisti spesso svolgono il ruolo d’intermediari nell’ambito di un sistema che è manipolato per supportare gli interessi dell’élite. Professore associato di giornalismo e comunicazione di massa David S. Allen ha spiegato come questa legittimazione professionale è stata sostenuta dalla metodologia scientifica. Citando Morton J. Horwitz, Allen (2005) ha descritto come “il tentativo di porre la legge sotto la maschera della scienza è stata ideata per separare la politica dalla legge, la soggettività dall’oggettività e il ragionamento laico dal ragionamento professionale” (p. 71) .

Pregiudizi soggettivi e il vissuto personale non scompaiono magicamente dal campo di osservazione e di analisi, semplicemente sostenendo la propria neutralità. Il credo di obiettività è diventato un potente strumento che serve come copertura dei motivi e l’influenza d’interessi particolari o di una particolare ideologia e legittima il loro potere. L’allineamento inconscio al gruppo e l’identificazione assoluta con esso sostengono quest’autorità percepita.

L’appartenenza al tipo di gruppo chiuso richiede di mantenere una separazione tra loro e i percepiti outsider che apparentemente non appartengono a loro o non condividono i loro valori. Chi è al potere crea personaggi che sembrano minacciare la sicurezza di questo sistema di credenze condiviso o promuovono coloro che lo sostengono, semplicemente manipolando l’immagine di outsider e di rappresentanti all’interno di un gruppo, con un pennello di Photoshop nel santuario della loro stanza editoriale.

Nel suo recente articolo ”Bill Keller e WikiLeaks” (29 gennaio 2011), il redattore x7o di WL aveva esplorato la politica editoriale del New York Times. La sua osservazione di executive editor del Times, Bill Keller, rivela un atteggiamento generale condiviso tra le principali case editoriali verso WikiLeaks e la pratica fondamentale del cosiddetto giornalismo “professionale” come un cortigiano del potere. X7o ha rilevato come il contributo di Keller fosse in stile tabloid, esponendo il carattere di Assange secondo un certo ordine prestabilito:

La lunghezza stessa del brano di Keller è l’assicurazione contro la sua confutazione globale. Pesa poco meno di 8’000 parole. È molto più di un mero compendio di voci su Assange, un vero pezzo di colore concertato e artefatto, esponendo ognuno degli eventi degli ultimi sette mesi nella peggiore luce possibile. Assange è raffigurato come “elusivo, manipolativo ed effimero”, “arrogante, permaloso, ispiratore e stranamente credulone”. Avverso alla classe media è apertamente attratto dalla rivelazione di particolari inutili sul suo aspetto, abbigliamento e l’odore del corpo, i segni che questo è qualcuno che semplicemente non entra negli schemi.

X7o punta il dito su una pratica sistematica all’interno di una fonte editoriale autorevole, quella di offuscare la vera novità delle fughe di notizie con un pezzo che attacca sottilmente l’attendibilità del messaggero. Questa è la prassi per sostenere o almeno certamente non sfidare il potere dell’élite politica Statunitense. L’esito finale di questa pratica è una fusione nella percezione del pubblico interesse con gli interessi ristretti di quelle élite. Il “discorso nazionale” è abilmente manipolato e la linea di divisione di classe si scioglie sotto la bandiera di ‘interessi nazionali’. Molto di ciò che passa per conoscenza reale, diventa semplicemente l’accettazione inconscia individuale del punto di vista dominante.

“La conoscenza è potere.” Come con la seduzione biblica nel Giardino dell’Eden, il serpente dell’Albero della Conoscenza offre la promessa di potere che avrebbe portato a un maggior controllo dell’ambiente e della ricchezza materiale. Le persone sono tentate di mangiare il frutto proibito che nutre il corpo di conoscenze. Queste conoscenze sono spesso utilizzate per ottenere il potere sugli altri, soggiogando la volontà degli altri alla loro autorità.

Conoscenza generata e indottrinata in ogni singolo individuo diventa ora la bussola morale che guida le loro azioni. Con il linguaggio e l’inquadramento degli eventi come mezzo di controllo, l’autorità fa la guardia al cancello della percezione pubblica. In epoca precedente al momento della comunicazione via internet onnipresente, il cancello era strettamente regolato. È stato come la cruna di un ago che pochi potevano attraversare per partecipare alla libera percezione. Pensieri ed emozioni che non sono convalidate dalla conoscenza ortodossa sono rimasti facilmente chiusi fuori.

Analista junghiano, Toni Wolff ha descritto come “tutto l’inconscio è proiettato, cioè, appare come una proprietà o attività di un oggetto” (come citato in Jacobi, 1973, p. 92). Psicologo C. G. Jung ha scritto che si tratta di elementi repressi che s’incontrano fuori, sotto forma di proiezioni e che questa proiezione si svolge inconsciamente (Storr, 1983).

L’invisibilità delle proprie emozioni inconsce e il meccanismo della proiezione ci rendono vulnerabili alla manipolazione. Le persone sono spinte a reagire alla costrizione esterna. Il controllo della percezione lavora per attivare le emozioni represse e desideri. Il pubblico diventa quindi come un gruppo di topi di laboratorio. Con il semplice stimolo di minaccia o di premio sono ottenute le risposte desiderate del popolo.

Il potere di controllo può spostare le montagne e far ondeggiare intere popolazioni senza muovere un dito. Le persone possono essere circonvenute per difendere appassionatamente ideologie ristrette, combattendo quelle marcate come una minaccia per il gruppo. Guidate a reagire in modo di lotta o fuga, le persone sono intrappolate dalla paura di “pericolo rosso” o “la minaccia di terroristi” in ideologie elementari cariche di emozioni. Sono spinte a inseguire miraggi in continua evoluzione di un nemico che è stato predefinito per loro.

Un esempio di questo controllo di percezione è stato visto di recente nella politica degli Stati Uniti. Dopo un lungo periodo di disgusto da parte di una larga fetta della popolazione per gli atti decrepiti dell’amministrazione Bush, la campagna mirata di speranza e di cambiamento di Obama è stata ben orchestrata. Quando la cornice per la percezione delle masse è stata diffusa con il discorso retorico della paura, per chi controlla la percezione, il passo logico successivo è stato quello di attingere a desideri inconsci di speranza. Prima che la gente potesse rimuovere le proiezioni e guardare più in profondità alla radice della paura, emerse magicamente un nuovo prodotto. Invece di costruire un nemico, è stata creata una figura di eroe positivo per stimolare questo desiderio di cambiamento positivo. Non importa quanto vuote sono state le promesse e gli slogan, le persone sono state guidate dall’impulso inconscio di esprimere un voto per una vaga illusione di speranza.

La legittimità dell’autorità è sostenuta attraverso questo meccanismo di proiezione. Quelli al potere fanno la guardia al punto d’origine dal quale gli eventi possono essere visti come sono, senza filtri. Una volta che il filtro di controllo è inserito nel processo di percezione, non è facile vedere qualsiasi cosa aldilà del confine marcato da tale controllo. Quando qualcuno, che non è facile da definire o controllare dall’immaginario preconfezionato, emerge alla pubblica attenzione, scuote le proiezioni contenute nella coscienza collettiva. Per un momento, una crepa si apre nella percezione pubblica, una specie di vuoto che lascia aperta la via per l’assorbimento. Questo spazio aperto spalanca la possibilità per le persone di guardarsi dentro e confrontarsi con loro struttura di riferimento manipolata. È questa possibilità di uno spostamento verso l’interno, il primo passo verso un maggiore risveglio che gli esperti designati, i guardiani della percezione, tentano di arrestare. Si muovono velocemente per riempire questo vuoto con immagini manipolate che sostengono lo specchio di proiezione per mantenere la percezione sotto il loro controllo.

Questa situazione è vissuta come una battaglia per l’attività di percezione. Qualcosa di nuovo lotta per essere accettato nella coscienza. Il messaggero resiste alla ridefinizione e quando l’obiettivo è individuato, lui o lei è trasformato in un intruso, un pericolo per la percezione detenuta dalle proiezioni di massa. Il potere non ha bisogno di armi fisiche per impegnarsi con forza negli attacchi. Armi di proiezione di massa possono essere atte a raggiungere il risultato voluto. Mediante l’etichettatura e gli stereotipi, comprimono la complessità della personalità come Assange in una gabbia. Contrastato dalle proiezioni collettive, l’atto liberatorio che attraversa l’illusione, si scontra con la resistenza inconscia. Tali figure che portano nuovi stimoli, dopo essere entrate e aver interrotto la percezione pubblica preconfezionata diventano presto distorte e obiettivo di assassinio. Sono rapidamente giudicate e giustiziate dalla coscienza pubblica. Quelli che si levano in prima linea per portare nuovo potenziale vengono uno a uno portati nello stadio di montature e dell’iperbole.

È il presupposto di legittimità dell’autorità degli esperti che impedisce alle persone di aggiornarsi con la realtà usando la loro capacità di pensare criticamente. La fondazione di conoscenza convenzionale che si trova nella propria acritica conoscenza soggettiva, nascosta dalla pretesa di obiettività, è di per sé intrinsecamente giudicante, creando un dualismo astratto e manipolato, del bene e del male.

Che sia attraverso i politici, esperti o altre celebrità ben pagate, le azioni della popolazione generale sono spesso guidate e controllate attraverso utili marionette, i cui fili sono tirati da occulti maestri – i nuovi sacerdoti, che si presentano per convertire il pubblico ai loro giudizi morali prescritti. Le masse uniformate agiscono ciecamente come tali essendo state programmate per interagire con le accurate immagini proiettate, emergenti sullo schermo della percezione condivisa. Queste sono le ombre della realtà distorta, proiettate attraverso le paure semplici ed emozioni della gente.

Assange è un esempio d’individuo che si distingue dal branco, andando contro corrente, per il bene di tutto il grande insieme. Attraverso il confronto con l’autorità della conoscenza ufficiale e degli esperti, egli contesta la legittimità di tutto il sistema e apre i cancelli chiusi dalla percezione controllata. Ha iniziato esponendo la cultura corrotta del segreto d’ufficio e giustamente messo in discussione la legittimità del governo di quelli che hanno troppo da nascondere al pubblico. Il suo impegno incrollabile per la giustizia lo fa apparire a volte testardo e intransigente. Ciò che egli esemplifica è un senso d’individualità che contraddice o sfida modi di essere che sono diventati la norma.

John Saul ha rivelato la vera natura dietro l’idea d’individualità occidentale. La lealtà primaria del singolo non è per la società ma per il suo gruppo …. l’individuo occidentale, da capo ai piedi di ciò che è ora definito come le élite, agisce prima come membro del gruppo. Come risultato, noi esistiamo principalmente come una funzione, non come cittadino, non come individuo. (p. 33)

Questo mostra come ciò che è considerato il pensiero indipendente in realtà spesso non è il proprio. Si tratta di una sorta d’individualità fasulla che promuove la conformità ai capricci di legittimità esterna conferita da politici di professione ed esperti. Questa conformità supporta un sistema che diverge intrinsecamente dal bene comune. Tutti i mezzi disponibili saranno utilizzati per reprimere il pensiero davvero indipendente. Pertanto, Assange è diventato un obiettivo primario di calunnia.

L’ex funzionario dell’amministrazione Reagan, Paul Craig Roberts mostra che quando l’assassinio del personaggio fallisce l’assassinio reale seguirà nel caso di Assange:

Quando hai qualcuno che è pericoloso per te e tu non hai in verità qualcosa di attendibile contro di lui, lo calunni. Questo è il modo in cui il Dipartimento di Giustizia funziona. Esso utilizza i …. media per calunniare la vittima in modo che la vittima è colpevole prima di entrare in un tribunale. In un certo senso avrebbero raggiunto il loro scopo, anche se vince il ricorso, perché ora è calunniato. La vera questione non sarà indagata.

Quali sono le motivazioni dietro l’assassinio di un personaggio? Chi è al potere si sforza di controllare le immagini delle persone autentiche, radicalizzando e demonizzando loro per mantenere la paura pubblica, impedendo alla gente di raggiungere la conoscenza di sé e la realizzazione del loro potere creativo all’interno.

Quello che, chi è al potere assolutamente teme, è un crollo delle proiezioni che proteggono il sistema di conoscenze degli esperti, che ha sostituito la capacità individuale di ascoltare quelle della coscienza. Hanno paura di persone che marciano a fianco a fianco con quegli individui che si rifiutano di interpretare il copione assegnato e invece creano il proprio e camminano attraverso la porta del futuro alle loro condizioni.

WikiLeaks ha scoperto la percezione delle masse che fino ad ora è stata regolata da un’autorità illegittima di “esperti conoscitori”. La gente incomincia a fidarsi di se stessi e ad agire attingendo alle conoscenze individuali e alla propria esperienza e di condividere questo direttamente con gli altri, invece di consumare la disinformazione diffusa alimentata dai mezzi di comunicazione di massa. Le rivoluzioni senza precedenti in paesi come la Tunisia e l’Egitto e ora raggiungendo la Libia e oltre, sono partite dalla dissoluzione delle percezioni preconcette e manipolate sul Mondo.

I crocifissi dall’assassinio di carattere sono spesso i pionieri del futuro. Essi mostrano quello che è la vera individualità, qualcosa che viene sistematicamente negato dalla corruzione morale istituzionalizzata. Nonostante i loro difetti, persone come Assange, ricordano al Mondo le virtù della vecchia cara democrazia, della libertà e di agire per il bene pubblico, che sembrano essere diventati slogan vuoti o un mito comodo da usare in retorica nell’epoca del corporativismo.

L’assassinio del personaggio è l’assassinio dell’individualità vera agli occhi del pubblico ed è un simbolo della morte di visione indipendente e di coscienza interiore. Sotto la guida dal coro delle Cheer-leader dei mass media, questi personaggi sono assassinati attraverso una forma d’isteria di massa incanalata. Persone marciano insieme, non sapendo che sparando ai messaggeri che rivelano il loro potere intrinseco, sono essi stessi che si preparano il proprio funerale.

Non credo che vi fidiate
Nel mio suicidio ipocrite
Io piango quando gli angeli meritano di morire
Nel mio suicidio ipocrite
Io piango quando gli angeli meritano di morire
Padre, padre, padre, padre
Padre nelle tue mani affido il mio spirito
Padre nelle tue mani
Perché mi hai abbandonato
Nei tuoi occhi mi hai abbandonato
Nei tuoi pensieri mi hai abbandonato
Nel tuo cuore mi hai abbandonato
– Chop Suey! di System of a Down

Perché mi hai abbandonato? In un certo senso, con queste parole poniamo la domanda: Perché ci siamo abbandonati? Ci abbandoniamo quando ci addormentiamo nel branco e guardiamo al di fuori per possibili salvatori, poi chiediamo ai leader perché ci hanno abbandonato. Neghiamo la nostra individualità solo per andare tutti d’accordo uniti nella danza dei morti. Uno per uno, inchiodiamo la nostra individualità alla croce della nostra vita acritica. In un suicidio ipocrita, tutto ciò che rimane, sono le lacrime. Le nostre lacrime sono le lacrime degli angeli, che pazientemente attendono oltre l’Albero della Conoscenza. È solo attraverso l’affronto di quello che è diventato il nemico estraneo all’interno, che ciascuno trova la forza di creazione appena scoperta. Guidati da un morale più alto della nostra comune umanità, gli sforzi individuali diventano veramente collettivi, dando vita ad una nuova civiltà.

Riferimenti:

Allen, D. S. (2005). Democracy, Inc.: The press and law in the corporate rationalization of the public sphere. Chicago: University of Illinois Press.

Jacobi, J. (1973). The psychology of C. G. Jung. Yale University Press.

Saul, J. R. (1995). The unconscious civilization. New York: The Free Press.

Storr, A. (1983). The essential Jung. Princeton: Princeton University Press.

Scritto da: Nozomi Hayase

Tradotto in Italiano da: Josip Koprivec

Con l’autorizzazione dell’autore.

Pubblicazione originale:

http://aworldbeyondborders.com/2011/03/02/character-assassination-of-julian-assange/

L’autrice
Nozomi Hayase è una giornalista che scrive per Culture Unplugged, un blogger cittadino del mondo, e Journaling Between Worlds. Propone approfondimenti di eventi socio-culturali a livello di contatto tra politica e psiche, realtà e finzione, per condividere la conoscenza della possibile futura evoluzione sociale. Può essere raggiunta a nozomimagine@gmail.com ma non parla Italiano. Potete scriverle in Inglese e Giapponese.

 

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  1. wklks
    18 aprile 2011 alle 10:12

    Non sembra esserci difesa dall’assassinio di un personaggio che, per certi versi, è peggiore dell’assassinio della persona. E’ peggiore perché con il personaggio rischiano di morire anche gli ideali a lui legati, soprattutto quando, come dicevi tu, si è in piena isteria di massa. Hai mai visto il film “Zombie”? Un piccolo gruppo di persone che si deve difendere da “non persone” dalle quali può essere contagiato e/o ucciso. A me sembra che questo sia il clima che si respira nella nostra società occidentale che, se è evoluta in tecnica non lo è nella ripetizione dei livelli sociali. Un tempo i potenti erano in vista e amavano essere acclamati. Oggi i potenti si nascondono e non ne conosciamo i nomi, vediamo soltanto persone che interpretano come attori i ruoli della politica o dei dirigenti di grandi multinazionali ma non comandano certo loro. Il potere si è nascosto per non farsi giudicare, per non essere esposto a qualsiasi tipo di assassinio, che sia del personaggio o della persona. Però comandano. Quale può essere la risposta a tutto questo? La fiducia nell’essere umano sta venendo meno insieme ad una vera e propria crisi dei valori. Nessuno è più immune e tutti possono essere giudicati. Non esistono punti di riferimento e bisogna trovarli ogni giorno dentro di sé nella propria solitudine e nella speranza che esistano davvero persone che hanno deciso di lavorare per un mondo migliore. Dobbiamo stare uniti, molto uniti, incollati l’uno all’altro per evitare di essere dispersi da questo tipo di assassinii. Avrei un milione di altre cose da dire ma spero di essere stato chiaro per quello che può essere utile. Grazie dell’articolo che ho girato su Facebook. Un mondo di bene e di forza. wklks.wordpress.com

    • 18 aprile 2011 alle 10:49

      Visto “Zombie” e visti tanti zombie a tutti i livelli dei poteri pubblici. Il mio blog ne parla ad ogni pagina, in ogni pillola. Mi hanno informato, che sono stato inserito nella lista FBI dei probabili Anonymous. Zombie che marcano a fuoco i vivi….. lo considero una medaglia al valore! Mercoledì darò fuoco alle polveri con la pubblicazione dell’articolo sugli Anonymous. Grazie per il commento molto pertinente e grazie della segnalazione sul Tuo Facebook.

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