Home > Mobing genitoriale > La Pretura 6 assassina un papà

La Pretura 6 assassina un papà


I Denti della Vecchia

Il miglior papà del Mondo

Il giorno più bello della mia vita. Il giorno più bello della vita di ogni uomo. Il giorno in cui Tua moglie, fidanzata, amica, amante, Ti annuncia di essere incinta. Un’emozione senza pari. Sarai papà, sarai genitore, poi nonno, bisnonno….. Sarai immortale. Come i Tuoi avi, che vivono in Te, Tu vivrai nella Tua progenie. Al ventesimo mese di vita del mio “cucciolo” sua madre ritornò agli studi di medicina. Io pagavo gli studi, lavoravo, cambiavo i pannolini e vivevo da solo con mio figlio per sette lunghi anni. Mia moglie ritornava ogni tanto a casa per qualche giorno, poi di nuovo a continuare lo stage, esami, conferenze, presentazioni e studi. Mi chiamava “il miglior papà del Mondo”, le mamme dei compagni d’asilo e di scuola di mio figlio chiedevano invece alle maestre se fossi vedovo. Poi, pochi mesi prima del dottorato, lei ritornò a casa e in pochi giorni fece crollare tutto. La famiglia, il rispetto, l’amore, il futuro. Non aveva più bisogno di me. False scene di gelosia (la fedifraga era lei), assenze strane (finiva il lavoro alle 16h e veniva a casa alle 21h), puzza di alcool, occhi di cocaina, telefonino sempre vuoto anche se gli sms fioccavano, telefonate dal bagno durate ore (Ho bisogno della mia privacy!), “trattamento” supponente e nervoso da parte della suocera ed infine, cinque mesi dopo, la sorpresa: la convocazione da parte della Pretura 6. Aveva acconsentito a un accordo extragiudiziale ma si era rimangiata tutto. Il suo avvocato Lorenzo Medici l’aveva convinta, che avrebbe potuto “spremermi” meglio con una feroce lite.

La lite era feroce

Dapprima fui “sloggiato” dall’appartamento. La Pretora Franca Galfetti Soldini m’impose di pagare alla moglie (dottore in scienze mediche con oltre 10’000 franchi di stipendio!) 2’000 franchi al mese, più l’affitto, più l’assegno per figli, più le spese condominiali, più il contributo di 1’500 franchi per il mantenimento del figlio, più la retta dell’Istituto Elvetico. Inoltre fissò il diritto di visita ristretto, nominò il curatore Avv. Luca Guidicelli (altra spesa!), la psicologa (Maria Grazia Forni – una psicologa senza titolo minimo richiesto dal regolamento ma amica della Galfetti e paziente anoressica di mia moglie), incaricò la CRP con a capo Avv. Francesco Hurle a dirimere le divisioni, ma nel contempo tolse a tutti ogni capacità decisionale. Poi ci si misero di mezzo i servizi sociali, Centro Coppia-Famiglia con Maria Silva Ceppi, altri due psicologi (Marco Noi e un altro che declinò l’incarico dando della pazza a mia moglie) e alla fine ne fu nominato un terzo (Dr. Marco Schiavi) e, mentre il caos generato era totale, la Pretora Galfetti venne silurata e al suo posto fu nominato Avv. Matteo Pedrotti, un personaggio che, chiamarlo un pupazzo di legno fu un complimento.

Il diavolo

Lorenzo Medici fu l’artefice di alcune “trovate” da manuale di Torquemada. Dapprima insinuò una mia probabile tendenza pedofila, poi provocava le liti cambiando continuamente le richieste, poi suggerì alla madre di alzare le pretese e alla fine presentò una denuncia anonima contro di me per l’esercizio abusivo della professione, per traffico d’armi, per riciclaggio, per percosse, per sottrazione di minore, per rischio di sottrazione di minore, per violazione degli ordini d’autorità, per violenza contro il convivente (che venne davanti a casa mia insieme a mia ex-moglie, che nell’occasione tentò d’investirmi con la sua vettura, a provocarmi e insultarmi) e per il non pagamento di assegni a 4 zeri che m’impose la Pretora Franca Galfetti Soldini. Mio figlio fu percosso dal convivente della mia ex moglie, e il Pretore mi accusò di averlo denunciato per vendetta mentre in verità la denuncia fu fatta dal pronto soccorso dell’ospedale Civico dove mio figlio fu assistito. Pedrotti fece un teatrino con testimonianze varie e professioni d’innocenza del soggetto, ma cestinò senza commenti la denuncia del medico dell’ospedale Civico. Medici disse nel corso di una delle numerose udienze che io ero uno “straniero” non ambientato (dopo 38 anni a Lugano – più della sua età) senza radici e senza posizione, mentre la moglie (cittadina Romena, che parlava male l’italiano, era allergica al dialetto, non aveva amici Svizzeri ed era in Ticino, sommati tutti i giorni, da meno di due anni effettivi, era ben acclimatata e quindi non presentava pericolo di fuga in Romania con mio figlio. Nota bene: in quel periodo la mia Patria, Slovenia era già da anni membro a pieno titolo dell’Unione Europea e firmataria di tutti i trattati legali con la Svizzera, ma la Romania no! E poi: che diritto ha un Pretore Svizzero d’impedire che un bambino Sloveno visiti la propria nonna in Slovenia? Su richiesta dell’avvocato Medici il Pretore fece ritirare il passaporto e la carta d’identità di mio figlio e mi proibì di portarlo all’estero. Mio figlio si perse tre anni di vacanze al mare con suo padre, i suoi corsi di vela in Slovenia, la vicinanza della nostra famiglia in patria e tutti gli altri viaggi culturali, che prima facevamo due o tre volte al mese. Un Pretore Svizzero che tratta un cittadino UE come se fosse un Afghano o Pakistano. Un Giudice che tratta “il miglior papà del Mondo” come un criminale, uno psicopata, un pericolo pubblico insomma e un bambino che è considerato meno di un animale domestico: violentato nei suoi diritti e insultato nei suoi affetti.

Il processo farsa

Il processo per l’esercizio abusivo della professione era una farsa incredibile. Unica prova e unico testimone (mia “amata” consorte a parte) fu la mia ex segretaria , che si ricordò in dettaglio i contenuti del mio computer che comprai cinque anni dopo il suo licenziamento (che in realtà mai aveva visto in vita sua), e i nomi dei clienti, che io conobbi almeno 6 anni dopo che se ne fu andata. Non si ricordò invece di nessuno, che era cliente al tempo della sua permanenza nel mio ufficio, ma che non era più cliente al momento dell’irruzione della Procuratrice Pubblica Manuela Minotti Perrucchi. L’irruzione fu un capitolo a se. Quella mattina fui prelevato alla porta di casa alla presenza di mio figlio, che portavo a scuola, e trattato come un pericoloso criminale da poliziotti armati. Manuela si portò via tutta la mia collezione di armi antiche e di quelle sportive da poligono, tutte regolarmente denunciate, tutte le munizioni (alcune molto rare da collezione) e un camion di documenti, tra i quali (nonostante le mie proteste) il mio pacchetto di studio di Master in Economia e Commercio all’Università di Stanford. Dopo tre anni mi ritornò alcune carte scadute e i documenti di Stanford, ormai inutili. Sono stato distrutto finanziariamente, moralmente, psichicamente e in parte anche fisicamente. Lottare per tre quarti del proprio tempo con varie istituzioni che mi assaltavano, provvedere al mio mantenimento e pagare gli avvocati incapaci e/o corrotti, badare alla mia salute, almeno tentare di essere un buon padre negli spazi che mi sono stati ancora concessi, era un carico enorme anche per un uomo forte e combattivo come me.

Il ricatto

La Commissione Tutoria Regionale 5 era un covo d’incapaci e di criminali. Vero? Vero! Esaminavano, convocavano, citavano, decidevano ma mai realizzavano. Non ne avevano il potere poiché la Pretura glielo tolse, probabilmente per evitare decisioni non in linea con la loro politica e, quando dico criminali, intendo dire proprio criminali. Uno in particolare: Avv. Francesco Hurle. Mi presentai in CTR per protestare per il trattamento, che la madre e il suo convivente riservavano a mio figlio e per gli stracci e scarpe rotte (letteralmente aperte!) nei quali la madre puntualmente mandava mio figlio in visita due settimane dopo che gli comprai tutto nuovo. Si accese una feroce lite e Hurle taglio corto. Non contro la madre colpevole ma contro di me, poiché sapeva, quanto m’importava di mio figlio. Guardandomi in faccia disse: “Ora basta, se non viene a consigli più miti do il ragazzo in cura ad una famiglia affidataria ed entrambi non lo vedrete più.” Non si levò alcuna vocina, manco la più timida a dire all’Avvocato, Presidente della CTR, che non si deve minacciare e ricattare i padri. Non l’ho ucciso. Non ancora. Ora con questo scritto forse si. Si vergogni, Hurle!

Dopo 38 anni

Dopo quasi otto lustri di lavoro in Svizzera ho dovuto fare le valigie. A sessant’anni vivo in Venezuela, senza un passato e senza un futuro. Senza mio figlio, con il quale la madre m’impedisce di comunicare persino tramite MSN Messenger e l’e-mail. Senza un fondo pensione, senza l’AVS, senza assicurazione malattia, senza una casa e senza pace. Me ne sono andato per non ridurmi a chiedere elemosina ai servizi sociali, per non vivere consumandomi di rabbia e risentimento, per non fare del male a nessuno. Ho i miei principi morali che sono poi quelli che mancano totalmente al Potere Giudiziario.

Unico?

Credevo per un certo tempo che quello che mi ha fatto l’associazione a delinquere di via Bossi e di via Pretorio: Minotti-Perrucchi, Galfetti, Pedrotti, Anastasi, Cocchi, Gulfi (solo per citare alcuni e che gli altri non si offendano, per favore!) fosse un atto unico. Invece ho scoperto che rappresento meno di uno per mille delle loro vittime. Dove sono gli altri padri distrutti? Perché non si ribellano? Sono stati schiacciati cosi tanto da non riuscire più a sollevarsi? I figli crescono senza i padri. I padri invecchiano senza i figli e tutti perdiamo quanto di più prezioso ci ha dato la vita: un figlio ad un padre ed un padre ad un figlio. Senza la conoscenza del padre e delle proprie radici culturali e familiari i figli crescono orfani di padre vivo grazie al sistema isterico-femminista adottato dallo Stato e dal potere giudiziario (che orrore il “potere giudiziario”, sa tanto di Giacobini e ghigliottine). Ci sono miliardi di uomini al Mondo ma solo uno è Tuo padre, ricordalo! Quanti bambini non se lo ricordano più e quanti hanno la proibizione materna di ricordarselo? Il Pretore Pedrotti è anche padre e marito. Perché tratta gli altri padri come lui stesso mai avrebbe accettato di essere trattato? Egli crede davvero che possa giudicare il prossimo? Crede davvero che abbia il diritto di vita e di morte sociale, famigliare e materiale sugli uomini, che hanno l’unico torto di aver sbagliato moglie e sui bambini che sono le sue vittime principali e più indifese? Sua moglie non si rende conto di vivere con un assassino di padri e torturatore di bambini?

Vogliamo combattere? Possiamo combattere. Dobbiamo combattere!
Continua tra qualche giorno……

Annunci
  1. Marco Lovatti
    23 giugno 2011 alle 15:05

    E’ incredibile come a distanza di tempo quel “lurido” personaggio di nome Matteo Pedrotti continui tranquillo ad infierire sui padri ticinesi rovinandone la vita e la salute per farsi probabilmente “bello” davanti alle divorziande!
    E’ proprio reale la canzone di De André dove un nano che é giudice può sfogare i propri complessi sentendosi un gigante!!!
    Marco

    • 16 settembre 2011 alle 11:26

      WUAAAAUUUUUUU Marco bravissimo!!!!!!!! hai detto il mio pensiero in pieno…… E quello che ho pensato da che l’ho visto…..Tappo ed isterico…. Non lo chiamiamo nano perché sarebbe un’offesa per le persone di piccola statura che sono dei giganti in confronto….
      Una cosa che non capisco…come può una persona cosi perfida… stare in un posto di potere con tutti i disastri che combina????????????
      Sarà xke si e preso un posto che nessuno vuole????
      O perché e perfido ????
      izzot

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: